Il cervello è immerso in uno spazio pieno di liquido (liquor cefalorachidiano) che svolge diverse funzioni tra cui quelle di nutrimento e ammortizzazione. In questo spazio decorrono anche i vasi arteriosi e venosi che garantiscono un adeguato flusso di sangue al cervello.
Gli aneurismi sono dilatazioni e sfiancamenti della parete delle arterie cerebrali. Essi sono piuttosto frequenti e diventano pericolosi se, in condizioni particolari, si rompono: in questi casi, infatti, si crea uno spandimento di sangue negli spazi liquorali (emorragia), che produce una sorta di irritazione delle pareti arteriose e un vasospasmo. Quest’ultimo, nei giorni successivi all’emorragia, per carenza di flusso ematico cerebrale, può portare a gravi danni e talvolta al decesso.
Un intervento chirurgico può eliminare l’aneurisma ma non può risolvere i danni cerebrali già eventualmente provocati dall’emorragia.
Il quadro dell’emorragia subaracnoidea si aggrava ulteriormente per le alterazione di altre funzioni corporee, quali disturbi della concentrazione degli elettroliti plasmatici o alterazioni cardiocircolatorie. Questi, tuttavia, possono essere curati e in parte prevenuti con un aggressivo trattamento in neurorianimazione







