Meningiomi

COSA SONO?

Sono tumori ben delimitati che raramente invadono il parenchima cerebrale; originano dalle cellule delle meningi e rappresentano circa il 14-19% dei tumori primitivi intracranici.
Di solito il meningioma cresce lentamente, spostando gradualmente le strutture nervose e per questo motivo può raggiungere dimensioni ragguardevoli prima di dare dei sintomi. Quando questi tumori crescono sulla base cranica possono inglobare nervi e altre strutture nervose che ne rendono impossibile la rimozione radicale.
Nell’8% dei casi possono essere multipli, nell’1.5% hanno caratteristiche istologiche di malignità.


COME SI RICONOSCONO?

Sono tumori che vengono ben visualizzati dalla risonanza magnetica (RM) o dalla tomografia computerizzata (TC) anche quando sono piccoli.
L’angiografia cerebrale è un utile esame preoperatorio, perché consente di valutare l’intensità della vascolarizzazione e la sua origine e consente una migliore pianificazione dell'intervento.


 

CHI SI AMMALA?

Il picco d’incidenza è tra i 40 e 60 anni d’età con una maggior prevalenza nelle donne rispetto agli uomini (1,8 a 1).


COME SI CURANO?

Il trattamento di scelta per i meningiomi sintomatici è l'asportazione microchirurgica con approcci differenti a seconda della sede della lesione. A volte per ridurre il sanguinamento intraoperatorio può essere indicato sottoporre il paziente prima dell’intervento a embolizzazione.

Il paziente si può considerare guarito, se la sede del tumore e le strutture nervose coinvolte hanno consentito una rimozione radicale e se l'esame istologico non mostra alterazioni con carattere di malignità.
L’interessamento di determinate strutture vascolari e nervose (arterie, seno cavernoso, etc.) può non consentire la rimozione totale del tumore o sconsigliare addirittura l'intervento chirurgico. In questi casi può essere indicato sottoporre il paziente al trattamento di radiochirurgia stereotassica mediante Gamma Knife, che consente di somministrare su una lesione anche molto piccola alte dosi di raggi gamma in modo estremamente preciso, preservando le strutture cerebrali circostanti.
Con i dosaggi radianti attualmente utilizzati si ottiene il 90% circa di controllo della malattia (non crescita del tumore) a fronte di bassissime complicanze.
La radioterapia viene di solito riservata ai tumori invasivi o a quelli rapidamente recidivanti.