Linfomi del sistema centrale nervoso

QUALI SONO?

I linfomi primari comprendono lo 0.85-2% delle neoplasie intracraniche.
L’origine di questi tumori può essere all’interno del sistema nervoso centrale (linfoma primario) oppure può avvenire secondariamente da parte di una metastasi che origina in un’altra sede (1-7% dei casi di autopsia).


CHI SI AMMALA?

L’età media al momento della diagnosi di linfoma primario è 50 anni e il rapporto uomo/donna è di 1.5.
L’incidenza dei linfomi primari risulta aumentata in pazienti con malattie del collagene (Lupus, Sindrome di Sjogren, artrite reumatoide, etc.) o immunodepressi, in particolar modo i malati di AIDS (in quest’ultimi 1.9% di incidenza).


COME SI RICONOSCONO?

Si manifestano spesso con sintomi da ipertensione endocranica, quali cefalea persistente, vomito, rallentamento ideomotorio.

La diagnosi avviene con tomografia computerizzata (TC) e risonanza magnetica (RM) che tuttavia non presentano caratteristiche specifiche; anche l’angiografia risulta essere di scarsa utilità.
Posta la diagnosi presuntiva di linfoma del sistema nervoso centrale, si procede per verificare la presenza d’eventuali malattie del collagene o altre malattie spesso associate a linfomi primari e per escludere l’eventuale origine del tumore esterna dal sistema nervoso centrale.


COME SI CURANO?

Oggi la terapia è essenzialmente basata sulla chemioterapia, anche con somministrazione intratecale di methotrexate, e sulla radioterapia.
La chirurgia svolge un ruolo soprattutto nella diagnosi tramite biopsia stereotassica o biopsia a cielo aperto.
Sono tumori che possono rispondere bene alla chemioterapia e radioterapia, pur essendo una malattia piuttosto grave.