È una patologia che, nelle sue varie forme, colpisce oggi circa il 10% della popolazione con costi sociali elevati (circa 80.000 ricoveri in un anno, con una spesa per il sistema sanitario di circa 150 milioni di euro).
Il dolore della colica renale è l’aspetto della malattia che preoccupa di più i pazienti, ma non rappresenta il problema principale. Il calcolo infatti può provocare un’ostruzione della via urinaria che, se persiste per lungo tempo, può danneggiare il rene stesso.
La calcolosi renale è una malattia a distribuzione famigliare. I fattori che predispongono al suo sviluppo sono infatti sia ereditari che dietetici.
Le diete ricche di proteine animali e povere di vegetali e latticini favoriscono la calcolosi, mentre i fattori ereditari sono ancora oggetto di studio.
Questi fattori si manifestano attraverso vari difetti della composizione dell’urina come l’aumentata escrezione di calcio (ipercalciuria), di acido urico (iperuricuria) o di ossalato (iperossaluria) e la ridotta escrezione di citrato ipocitraturia).
Non va trascurata la possibile presenza di un’infezione del tratto urinario che può complicare in modo serio la malattia.
Per questo motivo la prevenzione delle recidive di calcolosi e dell’esordio della malattia nei soggetti predisposti passa attraverso un adeguato approccio specialistico che mira a definire i fattori dietetici e le alterazioni della composizione urinaria, capaci di indurre lo sviluppo della calcolosi renale. La conoscenza dei fattori predisponenti consente allo specialista di consigliare le terapie e le misure dietetiche più opportune per evitare la formazione dei calcoli.
Durante le visite vengono indagati gli aspetti dietetici, famigliari e metabolici potenzialmente legati alla calcolosi. Viene quindi definita la necessità di una terapia e viene impostata una dieta adeguata alla prevenzione della calcolosi.







