Cardionefrologia

Si occupa del danno del cuore nel paziente nefropatico.
Alcuni medici della divisione di nefrologia sono specialisti sia in nefrologia sia in cardiologia e si occupano più approfonditamente dell’aspetto cardiaco attraverso un servizio in grado di eseguire la valutazione ecocardiografica dei propri pazienti.

Il paziente affetto da insufficienza renale non elimina più in maniera adeguata numerose tossine che accumulandosi danneggiano altri organi, tra i quali il cuore. Il 50% dei pazienti con insufficienza renale terminale in dialisi muoiono per malattie di cuore.
La possibilità di studiare tramite la ecocardiografia questi pazienti, dall’insorgere dell’insufficienza renale fino agli stadi terminali, permette di valutare le modalità di sviluppo della malattia cardiaca consentendo così di stabilire strategie preventive da un lato e dall’altro valutarne l’efficacia.

L’ampia casistica raccolta dal San Raffaele ha permesso di dimostrare come la terapia per la pressione alta vada personalizzata, poiché i farmaci non abbassano la pressione in tutti i pazienti allo stesso modo, ma esiste una risposta personalizzata o individuale.
Anche lo sviluppo di danno cardiaco è personale, infatti non tutti i pazienti ipertesi sviluppano malattia cardiaca con valori pressori uguali. E’ il corredo genetico individuale e familiare che determina la predisposizione allo sviluppo di tale malattia.

L’ecocardiografia dei pazienti ipertesi che non hanno mai assunto farmaci per la pressione  e soprattutto in assenza di sintomi cardiaci, permette di studiare la loro predisposizione genetica alla malattia cardiaca. Ciò permette di approntare scelte farmacologiche mirate sulla singola realtà clinica di ogni paziente.
Questa possibilità sembra la soluzione meno dannosa per la salute del paziente stesso, considerando il fatto che i farmaci per la pressione vanno assunti per tutta la vita e che anche i farmaci più moderni hanno degli effetti collaterali.