Le Emissioni Otoacustiche
Allo scopo di un'identificazione precoce della sordità infantile sono sorti vari progetti di screening audiologico in età neonatale. Come già accade in molti centri all'estero, soprattutto negli Stati Uniti, anche nel nostro centro lo screening per la sordità viene condotto mediante la tecnica delle Emissioni Otoacustiche (OAE), dette anche semplicemente otoemissioni.
Le OAE sono costituite da segnali acustici provenienti dalla coclea e rappresentano la manifestazione dell'attività delle cellule ciliate esterne.
Vi è una stretta correlazione tra la presenza di OAE e lo stato di salute della coclea, infatti una lesione o solo un'alterazione funzionale delle cellule ciliate, in grado di determinare una caduta di operatività degli elementi biologici contenuti nella coclea, determina una netta alterazione dell'emissione del segnale Otoacustico.
Le OAE rappresentano un esame assolutamente non invasivo, di rapida esecuzione e di facile riconoscimento: vengono captate dal condotto uditivo attraverso una sonda contenente un microfono miniaturizzato ad alta sensibilità. I segnali raccolti vengono poi analizzati da un PC.
L'esame, della durata di pochi minuti, viene condotto da un medico o da un tecnico neurofisiopatologo ed è fornito in solvenza o in convenzione con il Sistema Sanitario Regionale.
Le OEA si dividono in 3 categorie principali:
1. Le emissioni otoacustiche spontanee (SOAEs): sono presenti in circa il 60% degli orecchi normali. Sono di livello acustico basso e richiedono per la loro rilevazione un'apparecchiatura tecnologicamente sofisticata. Data la complessità di acquisizione, non trovano impiego negli screening audiologici.
2. Le emissioni otoacustiche evocate da stimolo breve o transiente (TEOAEs): costituiscono una risposta attiva della coclea a stimoli brevi (click) inviati all'orecchio attraverso una sonda che, oltre al microfono di ricezione, deve essere munita di un piccolo trasduttore per l'invio dei segnali. Sono presenti nella totalità degli orecchi normali e costituiscono la più diffusa metodica di screening audiologico neonatale.
3. I prodotti di distorsione otoacustici (DPOAEs): per evocarli sono necessari 2 stimoli tonali simultanei ma differenti in frequenza. Sono presenti nella quasi totalità degli orecchi sani. Attraverso i DPOAEs si ottengono specifiche risposte in frequenza. Il loro impiego nello screening neonatale è iniziato solo da poco tempo e pertanto vi è una relativa scarsità dei dati di normalità.