Il Presidente


Don Luigi Maria Verzé

è fondatore e attuale presidente della Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor. 
Nato a Illasi, nel 1920 da Emilio Verzé, latifondista e da Lucilla Bozzi nobildonna veneta, a dodici anni lascia la casa paterna per frequentare il ginnasio in seminario a Verona.
Una scelta decisamente contrastata dal padre che cerca con ogni mezzo di reprimere ogni espressione religiosa del figlio.

La sua formazione si compie tra studi non cristiani e classici tra cui Platone, Cicerone e Tacito, e studi teologici importanti e formativi quali l'Opera di San Gregorio Nazianzeno, le Omelie di San Giovanni Crisostomo, l'Opera omnia di Sant'Atanasio e il Trattato sui principi e le Omelie di Origene.
Nel 1939, concluso il liceo, fa un incontro che cambierà il corso della sua vita: don Giovanni Calabria che lo chiama con sé per dieci anni.

Studente di Lettere e Filosofia all'Università Cattolica di Milano, ha come insegnanti Giuseppe Lazzati, Agostino Gemelli e Francesco Olgiati.
Nel 1948 prende i voti con il grande desiderio di accogliere  appieno la chiamata evangelica: "andate, predicate e guarite gli infermi", decidendo di non poter essere un buon prete senza essere anche medico.
Nel 1952 fonda a Milano un centro di addestramento professionale per ragazzi anche handicappati e nel 1960 dà vita all'Associazione Centro Assistenza Ospedaliera S. Romanello la cui attività si focalizza sull'assistenza ai bambini e agli anziani, per i quali fa sorgere un centro di assistenza residenziale.

Non avendo mai dimenticato le parole profetiche di don Calabria: "va, è il Signore che ti manda. A Milano nascerà una grande opera che farà parlare di sé l'intera Europa", nel 1971 inaugura l'Ospedale San Raffaele riconosciuto subito dopo Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico che nel 1981 diviene polo universitario della facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Statale di Milano.

Sempre ispirato dal mandato evangelico "guarite gli infermi", Don Verzé concentra le sue attività nell'ampliare e creare strutture sempre più specializzate, come il DIMER, il dipartimento per la medicina riabilitativa, il Centro San Luigi Gonzaga per l'assistenza ai malati di Aids, l'International Heart Center, i Centri Trapianti Multiorgano, il Parco Scientifico Biomedico San Raffaele.

Estendendo il principio evangelico ispiratore e applicando il concetto fondamentale del rispetto per l'uomo appartenente a qualsiasi razza, religione o condizione economica esso appartenga, Don Verzé diffonde l'attività assistenziale attraverso la costituzione dell'AISPO (Associazione Italiana per la Solidarietà tra i Popoli), grazie alla quale dà vita a grandi progetti: apre ospedali in Israele, in India, in  Polonia, in Brasile; stringe accordi di collaborazione con il Dalai Lama e Fidel Castro.   

Uomo dalle grandi sfide e sempre coerente al proprio credo, trasforma il Polo Universitario nell'Università Vita-Salute San Raffaele, un ateneo creato sullo stile americano; concorda con il sindaco di Gerusalemme il restauro del Cenacolo, a spese del San Raffaele, e punta per il prossimo futuro sempre più volutamente alla  ricerca scientifica come la più importante delle attività legate all'uomo e al suo progresso.