COSA SONO?
Sono malattie nelle quali vi è un'infiammazione di tutto il fegato, provocata dall’infezione virale e dalla risposta immunitaria dell’organismo verso tale infezione.
I virus che causano l’epatite sono: virus A, virus B, virus C, virus Delta, virus E. Anche altri virus come quello di Epstein-Barr (agente della mononucleosi infettiva) e il Citomegalovirus possono essere responsabili d’epatiti acute, soprattutto negli adulti.
COME SI RICONOSCONO?
Le epatiti virali acute insorgono poco tempo dopo l’infezione.
Indipendentemente dal tipo di virus, in tutte le epatiti acute l’infiammazione del fegato produce la morte di un certo numero di cellule epatiche, causando sintomi quali:
- febbricola;
- malessere;
- inappetenza;
- dolori alle articolazioni e ai muscoli.
Inoltre, il medico può riconoscere la malattia a partire da:
- ingrossamento del fegato alla palpazione dell’addome;
- ittero (colorazione giallastra della pelle, colorazione scura delle urine e biancastra delle feci);
- esami del sangue: aumento degli enzimi epatici (transaminasi), della bilirubina e di altre sostanze quali ?GT, LDH, fosfatasi alcalina.
L’intensità e la quantità dei sintomi possono variare, originando diversi livelli di gravità della malattia. Si possono avere:
- epatiti senza sintomi: possono passare inosservate se non si fanno esami del sangue;
- epatiti senza ittero (anitteriche);
- epatiti con ittero spiccato (colostatiche);
- epatiti “fulminanti”: in brevissimo tempo si può osservare la morte della maggior parte delle cellule epatiche; tali forme possono essere anche mortali e richiedere il trapianto di fegato d’urgenza.
La durata della malattia è variabile, ma generalmente non supera le 2-4 settimane. L’epatite acuta può risolversi completamente o può evolvere in una epatite cronica, nella quale il virus non viene eliminato dall’organismo, provocando al fegato un danno più o meno variabile ma continuo.
La conferma della diagnosi viene da esami cosiddetti “sierologici” (ossia che verificano la presenza di particolari tipi di anticorpi diretti contro i virus epatitici) o “virologici” (ossia che rilevano direttamente la presenza dei virus nel sangue).
COME SI CURANO?
Il trattamento si basa principalmente sul riposo e sulle cosiddette “misure di supporto” che possono essere:
- abbondante assunzione di liquidi;
- dieta leggera, priva di grassi e a prevalente contenuto zuccherino;
- astensione da bevande alcoliche e da farmaci epatotossici.
Il ricovero è necessario solo nei casi più gravi (evoluzione peggiorativa rapida, ittero grave, disturbi della coagulazione o pazienti immunodepressi).
Non esistono, salvo poche eccezioni, farmaci specifici: attualmente però si sta studiando l’impiego dell’interferone nelle epatiti acute B e C.
Per le epatiti da Citomegalovirus, soprattutto nel paziente immunodepresso, possono essere utili farmaci antivirali (ganciclovir, foscarnet). A volte si somministra cortisone per la cura d’epatiti da virus di Epstein-Barr.







