COS’È?
La cirrosi epatica è una condizione nella quale il tessuto epatico è stravolto nella sua architettura da un processo cronico irreversibile: si accumula materiale fibroso (una sorta di cicatrizzazione) con conseguente formazione di noduli e malfunzionamento del fegato.
Il fegato è un organo molto complesso con numerose funzioni: metaboliche (metabolismo degli zuccheri, delle proteine, dei lipidi, dell’ammonio), emocoagulative (sintesi dei fattori coagulativi vitamina K dipendenti), detossificanti (farmaci, tossine), secretive (produzione della bile), di deposito (zuccheri, lipidi, ferro, vitamina A e B12), immunomodulanti.
Il fegato ha bisogno d’un sufficiente numero di cellule funzionanti per svolgere al meglio tali funzioni e necessita di una particolare architettura per porre in determinati rapporti tutte le componenti.
PERCHÉ CI SI AMMALA?
Il processo è normalmente il risultato di malattie acute e croniche quali epatiti virali, epatiti autoimmuni, epatiti alcoliche, tossiche o metaboliche.
COME SI RICONOSCE?
Da una serie di parametri clinici e di laboratorio quali l’albumina e la bilirubina. Secondo la classificazione di Child-Pugh, a partire da questi parametri si può definire un punteggio e un livello di gravità, classificando il paziente in tre diverse categorie.
Le complicanze più frequenti sono:
- varici esofagee;
- ascite;
- encefalopatia;
- epatocarcinoma: frequente soprattutto nelle forme post-epatitiche. Il protocollo di diagnosi e di trattamento dell'epatocarcinoma è descritto in dettaglio separatamente.
Per curare un'ascite scompensata, un epatocarcinoma o un deterioramento dello stato nutrizionale può essere necessario il ricovero, che può avvenire anche in urgenza se ci sono in corso complicanze più gravi, quali un’emorragia digestiva o un’encefalopatia.







