Resezione epatica

Si adotta come prima opzione di cura per numerosi tumori del fegato.
La resezione epatica è l’asportazione chirurgica di una porzione di fegato per il trattamento di: 

  • tumori primitivi benigni (angioma, adenoma, iperplasia nodulare focale); 
  • tumori primitivi maligni del fegato (epatocarcinoma colangiocarcinoma); 
  • tumori secondari del fegato (metastasi);
  • malattie benigne e maligne delle vie biliari.


STRUTTURA DEL FEGATO E TIPOLOGIE DI RESEZIONE

La possibilità d’asportare parti più o meno ampie senza danneggiare la restante porzione dell’organo dipende dalla particolare distribuzione dei vasi sanguigni e biliari all’interno del fegato.
Il fegato appare come organo singolo ma in realtà è suddivisibile in otto specifiche porzioni (segmenti). I vasi sanguigni e biliari, infatti, entrano nel fegato in un unico punto, detto ilo epatico, e si biforcano immediatamente per irrorare le due metà dell’organo (emifegato destro e sinistro), che sono autonome l’una dall’altra; all’interno di ogni emifegato i vasi si dividono ulteriormente per irrorare i segmenti, che sono quattro per l’emifegato destro e tre per quello sinistro; esiste infine un segmento autonomo, chiamato lobo caudato, posto posteriormente ai due grandi lobi.

È solo grazie a questa particolare struttura del fegato che si può scegliere tra un’ampia varietà d’interventi chirurgici.
È possibile asportare:

  • un lobo (lobectomia o epatectomia);
  • un segmento (segmentectomia);
  • due segmenti contigui (bisegmentectomia o settoriectomia);
  • più segmenti, anche distanti tra loro (segmentectomie multiple);
  • parti di segmento (subsegmentectomia o resezione a cuneo).

Ogni intervento si differenzia dagli altri per diversi fattori: dimensione della porzione di fegato asportato, complessità tecnica, conseguenti rischi nel periodo post-operatorio (es. emorragia, infezioni, insufficienza epatica).
L’entità della resezione epatica dipende dalla sede e dalle dimensioni della lesione da rimuovere: lesioni di piccole dimensioni, ma poste a stretto contatto con strutture vascolari principali, possono richiedere l’asportazione dell’intero settore o del lobo epatico vascolarizzato da quel vaso.

Gli esami strumentali che permettono di diagnosticare con precisione la sede, i rapporti con le strutture vascolari, le dimensioni e, nella maggior parte dei casi, la natura della lesione sono:

  • TAC con mezzo di contrasto;
  • risonanza magnetica; 
  • ecografia con studio Doppler della vascolarizzazione epatica.

Per alcune patologie delle vie biliari possono essere utili anche esami particolari quali colangiografia retrograda (ERCP) o risonanza magnetica con studio colangiografico delle vie biliari.