Trattamenti ablativi

Quando non è indicata la resezione epatica alcuni tumori del fegato (primitivi o secondari) possono essere trattati e distrutti con metodi fisici o chimici.
I trattamenti ablativi possono essere di:

  • termoablazione mediante radiofrequenza (più frequente);
  • alcolizzazione.


TERMOABLAZIONE

Può essere effettuata sia durante un intervento chirurgico, sia dall’esterno (procedura percutanea). L’intervento consiste nell’inserimento, sotto guida ecografica, di un particolare ago all’interno del nodulo tumorale per 10-15 minuti. La procedura si esegue nella sala dedicata alla radiologia interventistica e non è dolorosa perché si effettua in anestesia locale, praticando una sedazione profonda. L’ago è collegato a uno strumento che, emettendo radiofrequenze, produce energia termica: il calore sprigionato dalla punta dell’ago produce la necrosi del nodulo tumorale.
Possono essere necessarie anche 2-3 applicazioni nella stessa seduta.

I limiti di questa procedura sono legati alla dimensione del nodulo da trattare (diametro massimo di 3-4 cm) e alla sede, che deve essere adeguatamente lontana dai grossi vasi sanguigni e dalla cistifellea.
La durata della degenza è di circa 2-3 giorni, durante i quali il paziente viene monitorato per controllare l’eventuale insorgenza di sanguinamento nella sede di puntura del fegato e di lesioni ad altri organi.
Al paziente viene prescritta una TAC con mezzo di contrasto, da eseguire 1-2 mesi dopo la procedura, per verificare l’effettiva e completa distruzione del nodulo trattato e valutare la necessità d’eventuali trattamenti.


ALCOLIZZAZIONE

Non è un’operazione chirurgica: si inietta alcool all’interno del nodulo che viene punto dall’esterno sotto guida ecografica.
A differenza della termoablazione, questa procedura non necessita di sedazione e quindi può essere eseguita anche in ambulatorio; viene utilizzato un ago di piccolo calibro che riduce la possibilità di complicanze; anche in questo caso la dimensione dei noduli deve essere limitata (fino a 3 cm).
Generalmente con alcolizzazione non si trattano noduli molto vicini alla superficie del fegato, in quanto l’iniezione di alcol potrebbe risultare molto dolorosa.
Spesso sono necessarie ripetute sedute per provocare la completa necrosi del nodulo.