Paracentesi

È la miglior cura per chi è affetto da cirrosi epatica con ascite scompensata.
Consiste nell’evacuazione all’esterno del liquido ascitico con conseguente riduzione dei sintomi quali dolore addominale, difficoltà respiratoria, peggioramento d’eventuali ernie inguinali o addominali.

Il drenaggio dell’ascite può avvenire mediante puntura estemporanea dell’addome per evacuare pochi litri di liquido o per diagnosticare la presenza d’infezione dell’ascite (peritonite batterica spontanea del cirrotico).
Più spesso, in anestesia locale, si posiziona un catetere peritoneale nella parte inferiore sinistra dell’addome: lasciato per alcuni giorni, permette d’evacuare numerosi litri di ascite nell’arco di un tempo prolungato, garantendo un ripristino dell’equilibrio idro-elettrolitico più agevole mediante la contemporanea somministrazione endovenosa di soluzioni elettrolitiche e colloidi.

In alcuni pazienti il versamento ascitico tende a rifornirsi rapidamente nonostante l’associazione della terapia diuretica e della dieta iposodica. In questo caso è necessario procedere a ripetute paracentesi a breve distanza di tempo o sottoporre il paziente a trattamenti differenti, quali il posizionamento di una derivazione peritoneo-venosa o derivazione porto-sistemica intraepatica (TIPS).