Le attuali terapie mirano a migliorare la sintomatologia, a prevenire la comparsa e la progressione dell’insufficienza cardiaca, a ridurre la mortalità.
La terapia tratta una serie di eventi che sono la risposta dell’organismo alla nuova situazione creata dalla malattia, ovvero:
- costrizione dei vasi periferici;
- attivazione neuroendocrina e delle citochine;
- anomalie strutturali e funzionali dei muscoli periferici;
- alterazione della funzione polmonare;
- ritenzione del sodio e dell'acqua.
L'approccio terapeutico è multiplo e si avvale di:
- misure generali;
- terapia farmacologia;
- uso di dispositivi meccanici;
- interventi chirurgici.
Le scelte dipendono dall'eziologia, dal grado dello scompenso e dalle risorse disponibili nel Paese di cura.
TERAPIA FARMACOLOGICA
Richiede un maggior controllo del paziente perché vanno definite con precisione le dosi massime di farmaci tollerate, assunti per via orale ed endovenosa. Per questo, anche durante un breve ricovero, vengono monitorati parametri non invasivi (valori pressori, frequenza cardiaca, eventuale presenza di aritmie farmaco-indotte) e, se necessario, parametri invasivi (pressione venosa sistemica, pressione in arteria polmonare, pressione di cuneo polmonare, gittata e/o indice cardiaco, resistenze periferiche e polmonari).
Sulla base dei risultati degli esami effettuati, viene stabilita la terapia farmacologica ottimale per ogni paziente.







