Malattie infettive/parassitarie: ascesso epatico

COS’È?

Gli agenti infettivi possono localizzarsi nel fegato attraverso la circolazione arteriosa, durante batteriemie - ossia presenza di batteri nel circolo sanguigno – derivanti da infezioni originate in altri organi quali il polmone o l’apparato urinario, oppure attraverso il circolo portale (ossia il sangue che giunge al fegato dall’intestino e dalla milza) durante infezioni addominali (appendiciti, diverticoliti, peritoniti) o ancora per diffusione dall’albero biliare in corso di colangite.


COME SI RICONOSCE?

I sintomi sono febbre e dolore addominale, anche a insorgenza acuta; spesso la malattia si manifesta in modo sfumato e graduale con la comparsa di malessere, mancanza d’appetito, nausea, diminuzione di peso.
La diagnosi si basa sulle tecniche di imaging quali ecografia, TAC o risonanza magnetica.


COME SI CURA?

Si cura con una terapia antibiotica, definita in modo mirato solo dopo aver isolato il microrganismo responsabile. Questo è possibile nella maggior parte dei casi effettuando emocolture, ovvero l’incubazione del sangue inoculato in appositi terreni di coltura per favorire la crescita dei microrganismi eventualmente presenti.

Quando le emoculture risultano negative, si può eseguire una puntura dall’esterno dell’ascesso per evacuarne il contenuto e riconoscere l’agente responsabile.
La terapia antibiotica, in alcuni casi unita al drenaggio dell’ascesso, permette la guarigione nel 90% dei casi.