Epatiti virali croniche

COSA SONO?

Sono forme d’epatite che si prolungano oltre sei mesi di tempo e riguardano solo una certa percentuale delle infezioni da virus B e C.
Nelle epatiti croniche il sistema immunitario non riesce a eliminare dall’organismo il virus che all’interno delle cellule epatiche continua a riprodursi, provocando l’infezione di nuove cellule, ovvero un danno persistente e continuativo di variabile gravità.


COME SI CURANO?

In caso d’epatite cronica la biopsia epatica aiuta a quantificare precisamente il danno epatico, la capacità di compenso del fegato e lo sviluppo d’eventuali cicatrici (fibrosi): questo permette al medico di stimare il rischio d’evoluzione in cirrosi e stabilire il trattamento più adatto.

Non sempre le epatiti croniche portano a un progressivo impoverimento della funzionalità epatica: il fegato è dotato di un grande potenziale rigenerativo e può produrre nuove cellule in sostituzione di quelle uccise dal virus.
Talvolta però l’infiammazione può essere tanto intensa da provocare, nel giro di pochi anni o alcuni decenni, un danno irreversibile al fegato (cirrosi epatica). In questi casi, per rallentare o eventualmente eliminare totalmente il virus e il danno provocato, si possono adottare terapie specifiche: interferon e ribavirina per epatiti croniche C e interferon, lamivudina o adefovir per le epatiti croniche B.
È bene specificare, tuttavia, che tali cure non danno spesso risultati permanenti, hanno una lunga durata di somministrazione (da sei mesi a un anno) e comportano notevoli effetti collaterali: il loro impiego deve essere quindi attentamente valutato da uno specialista che prende in esame le caratteristiche dell’infezione, del paziente e l’entità del danno epatico.