COS’È?
È una neoplasia che parte dall’epitelio dei dotti biliari (colangiocarcinoma) e comprende:
- tumore della colecisti;
- tumori dell’epatocoledoco;
- tumori dei dotti epatici destro e sinistro (i condotti che drenano la bile prodotta dal lobo epatico rispettivamente destro e sinistro) e della loro confluenza (Tumore di Klatskin).
COME SI RICONOSCE?
All’inizio i sintomi sono generalmente:
- ittero;
- feci acoliche (di colore chiaro cretaceo);
- urine scure;
- prurito.
Per effettuare la diagnosi si eseguono tomografia computerizzata (TC), RMN, colangio-RMN e, soprattutto, colangiografia retrograda (ERCP).
Inoltre, gli esami ematochimici mostrano l’incremento degli enzimi epatici (AST, ALT, bilirubina, gamma-GT, fosfatasi alcalina) e del marcatore neoplastico CA 19.9 (o GICA).
CHI SI AMMALA?
Questo colangiocarcinoma aggressivo è relativamente raro (1-2 persone ogni 100.000 abitanti negli USA, il 2% delle neoplasie maligne) e si associa talvolta a patologie croniche quali la calcolosi intraepatica, la colangite sclerosante, le cisti del coledoco, la malattia di Caroli, l’infestazione da Clonorchis Sinensis (nel territorio di Hong-Kong).







