Esami urodinamici
Studiano i fattori fisiologici e patologici legati all’accumulo, al trasporto ed all’eliminazione dell’urina.
Questi test si classificano in:
- uroflussometria: misura l’attività vescicale nella fase di svuotamento, registrando velocità del flusso d’urina, volume vuotato e valori minzionali. È il più semplice e meno invasivo degli esami urodinamici. È un valido test di screening, sebbene non sia sufficiente per effettuare un’approfondita valutazione del basso apparato urinario;
- cistomanometria;
- studi minzionali: indagano la funzione di svuotamento vescicale, registrando diverse variabili tra cui pressione del detrusore e del flusso urinario;
- video-urodinamica;
- profili di pressione uretrale;
- elettromiografia sfinterica.
Il paziente viene informato sulle procedure attraverso un opuscolo e un disegno anatomico della vescica e compila, 3-5 giorni prima dell’esame, un questionario d’anamnesi e un diario minzionale.
Questi test non si effettuano con in corso infezioni urinarie acute in pazienti sottoposti a recenti indagini strumentali (es. cistoscopia) o con cateteri a permanenza.
La terapia antibiotica è adottata in pazienti con protesi valvolari o ortopediche; viene inoltre prescritta per 48 ore in chi si è sottoposto a esami strumentali multipli.
Le malattie comunemente studiate sono:
- disrafismo spinale;
- lesioni midollari;
- incontinenza urinaria da sforzo nelle donne;
- ostruzioni.









