Di Federico Caligaris Cappio, Direttore Scientifico HSR
L’Istituto Scientifico San Raffaele si basa su un modello originale che sfrutta le sinergie fra Clinica, Ricerca e Didattica.
La storia del San Raffaele inizia nel 1971, anno in cui diventa primo Ospedale italiano a gestione privata. Nel 1972 stipula un accordo con la Facoltà di Medicina dell'Università Statale di Milano ed ottiene dal Ministero della Salute il riconoscimento di IRCCS (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) diventando così centro di ricerca clinica specializzato nel diabete e nelle malattie metaboliche.
Nel 1992 il San Raffaele si espande ulteriormente ed inaugura il DIBIT (Dipartimento di Bio Tecnologie): un intero edificio completamente dedicato alla scienza di base con 12 mila mq adibiti a laboratori ed una presenza di circa 250 persone suddivise fra ricercatori, tecnici e personale amministrativo, ed altre 300 fra borsisti, specializzandi e studenti di dottorato.
Nel 1996 nasce l’Università Vita-Salute San Raffaele che, ad oggi, ospita le Facoltà di Medicina, Psicologia, Filosofia e Scienze della Comunicazione. Sono inoltre offerte altre attività didattiche che comprendono le Scuole di Specialità in varie branche della medicina, il programma internazionale di Ph.D. in Cellular and Molecular Biology e dal 2002 il programma internazionale di Dottorato in Medicina.
Nel 2001 il Ministero della Salute attribuisce all’IRCCS San Raffaele la specializzazione di Istituto per la Medicina Molecolare.
L’Ospedale San Raffaele (con i suoi 1.300 posti letto), l’Università Vita-Salute San Raffaele ed il DIBIT, costituiscono il cuore di uno fra i più grandi Parchi Scientifici biomedici in Italia: Science Park Raf.
Entro il 2007 sarà completata l’espansione del DIBIT attraverso il progetto DIBIT II. Questo progetto ha lo scopo di dare nuovo slancio alle aree più rinomate del San Raffaele attraverso la costruzione di ulteriori 74.000 metri quadrati di spazi per ricerca e didattica. Viste le sinergie all’interno del Parco Scientifico, è facilmente immaginabile che questo progetto potrà dare luogo ad un miglioramento logistico e organizzativo complessivo e ad una razionalizzazione dell’attività clinica. Tutto questo susciterà sicuro interesse sia da parte delle aziende biotecnologiche che da parte degli studenti attratti dalle molteplici possibilità offerte da una struttura unica nel suo genere.
Il lavoro di questi anni si è concentrato sulla Ricerca: di base, clinica e traslazionale.
La produzione scientifica del San Raffaele è stata influenzata da questo impegno ed ha avuto un rilevante progresso sia in termini di numero di pubblicazioni, sia per quanto riguarda la qualità dei lavori. Nel 2006 sono stati pubblicati 678 papers con un I.F. totale di 3400. Questo consolida la posizione del San Raffaele fra i leader all’interno dello scenario italiano; posizione che consente di ricevere contributi finanziari sia da enti pubblici regionali ed interregionali (Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Ministero dell’Università e Ricerca, Comunità Europea, NIH, CNR..) che da enti privati (principalmente Telethon, AIRC e Fondazioni Bancarie).
Telethon è inoltre presente presso il Dibit con due centri di ricerca: il San Raffaele-Telethon Institute for Gene Therapy of Genetic Disease (HSR-TIGET), la cui missione è l' applicazione clinica della terapia genica, e lo Stem Cell Research Insitute (SCRI), che studia la biologia e le applicazioni terapeutiche delle cellule staminali, un campo quest ultimo in cui il San Raffaele è uno dei leader a livello mondiale.
Negli ultimi anni il grande sviluppo e la diversificazione delle tecnologie biomediche, hanno permesso rivoluzionarie scoperte come ad esempio il completo sequenziamento del genoma umano. Questa scoperta ha modificato lo scenario scientifico cambiando radicalmente l’approccio ai problemi medici ed aprendo le porte ad un nuovo tipo di medicina: la “medicina molecolare”.
Il prossimo futuro vedrà l’interesse dei ricercatori orientato verso la scoperta dei meccanismi che regolano l’espressione di differenti geni e verso la definizione delle funzioni dei loro prodotti.
In campo diagnostico si punterà a sviluppare nuovi strumenti in grado di svolgere diagnosi prima che i sintomi della malattia compaiano (medicina predittiva).
Altro impegno ancora sarà concentrato sulla scoperta di nuovi approcci terapeutici mirati.
L’Istituto Scientifico San Raffaele, con il suo riconoscimento specialistico in Medicina Molecolare, ha intrapreso da tempo questo nuovo tipo di fare medicina dove ricercatori di base e ricercatori clinici operano insieme all’interno di un percorso che nasce dalla ricerca di base e prosegue verso la pratica medica con lo scopo di sviluppare nuove terapie.
Sono certo che grazie all’impegno ed all’entusiasmo di scienziati, medici, studenti e di tutti coloro che lavorano al San Raffaele, la nostra medicina molecolare sarà utile, nell’immediato futuro, alla scoperta di nuovi ed ancor meno invasivi approcci diagnostici e terapeutici, pronti per essere resi disponibili a tutta la popolazione dal sistema sanitario pubblico italiano.
Federico Caligaris Cappio
Direttore Scientifico






