“Quo vadis” la sanità digitale

Quo vadis. La più affascinante delle ultime opere di don Luigi è in via di realizzazione: l'ospedale del Crocifisso
a Illasi, per lasciare qualcosa di tangibile e grande nel luogo dove è nato. Il progetto, presentato proprio venerdì sera a Lavagno, si chiama "Quo vadis": un passo fondamentale verso la sanità digitale. Pelle per pelle, è la sfida estrema.
Al paziente-spiega lo stesso don Luigi- verrà seguito nella sua fase acuta e in tutte le sue necessità post ospedaliere e l'ospedale, attraverso un collegamento telematico continuo, sarà in grado di intervenire in ogni momento prevenendo le malattie o recuperando lo stato di salute. Si tratta di una medicina sempre meno basata sulla degenza ospedaliera. La teoria del monitoraggio permanente è rivoluzionaria e il San Raffaele la sta approfondendo in collaborazione con il Mit di Boston. Don Luigi ne è particolarmente orgoglioso, anche perché e un altro passo avanti verso una frontiera mai esplorata ma sempre intimamente cullata: quella dell'immortalità.

L'alimentazione. Anche l'alimentazione sta molto a cuore al prete-medico «perchè il primo farmaco è proprio il cibo. Quo vadis sarà anche un centro di interesse per gli industriali dell’alimentazione. Ricerca, cura e alimentazione saranno il cuore di questo progetto. Che vedrà per esempio il rilancio della varietà di frumento denominata monococco: siamo abbastanza avanti-continua don Luigi -nello studio per far sì che il monococco, mantenendolo della stessa qualità, produca 50 quintali di frumento invece di 35, così da avere convenienza economica. Se nella mia tenuta di Illasi, Monte Tabor, difendiamo i prodotti, vino e olio, biologici, è perché vogliamo fin d’ora incamminarci su questa strada».

Fecondazione assistita. I ricercatori dell'ospedale San Raffaele stanno lavorando sulla strada per dimostrare che fede e scienza possano essere "sorelle e non nemiche". Ci stanno lavorando e «presto-ammette con un pizzico di orgoglio don Verzè- questa ricerca diventerà un documento scientifico, con dimostrazione che è possibile fare buona scienza senza uccidere. Verrà pubblicato sulle riviste scientifiche a conforto di tutti, anche di quelli intenzionati a fare il referendum. Anche in questo contrastato dibattito, noi dobbiamo applicare la nostra intelligenza che deve trovare la strada sia per soddisfare il bisogno della gente, sia per non uccidere, che non solo è vietato dalla Chiesa, ma è contro natura. Scienza e fede non sono in contrasto. Sono due sorelle gemelle, che cerchiamo di mettere insieme».