La Università Vita-Salute S. Raffaele compie dieci anni di vita.
Questo è il motivo di questa Cerimonia, aulica per l'ambiente, per i personaggi coinvolti, per le idee che ora rapidamente vado ad esporre.
La ragione di essere di questa giovane Università sta nella sua scelta profetica di Istituzione da frontiera, catalizzatore di intelletti eccellenti intorno al quesito "quid est homo?", sì da proporre il "Quis est homo?" cioè l'uomo ideale.
In altre parole : "Chi è l'uomo ideale?"
Tale catalizzatore ha la funzione di esaltare, promuovere, rivitalizzare ed organizzare al loro massimo potenziale ottenibile, le componenti della persona uomo e cioè il suo soma, il suo intelletto, il suo spirito quali sostanze tutte identificabili tra loro e coordinande a cavare appunto l'uomo ideale per la società ideale, ideale qual è nel disegno di Dio.
Questa è l'impresa più necessaria e più urgente per il passaggio dall'attuale nebbia traumatica mondiale al post-moderno avanzato e lucido, che i nostri giovani sollecitano e pretendono, e meritano.
E come avviare questo progetto necessario, se non riscoprendo la Universitas Studiorum, dove le componenti dell'uomo, corpo, intelletto e spirito, vengono illuminate ed esemplificate allo stesso livello di dignità?
Intendo abbattimento di inutili, anzi nocivi compartimenti stagni per una vera ed integrata formazione umanistico-scientifica.
Utopia?
Nient'affatto! Vogliamo far dialogare tutte le culture con un unico comune denominatore “Che cosa è l’uomo?”
L'uomo è portatore di immagine e similitudine divina ed inquietum est cor eius donec… fino a quando non riesca a riconoscersela e ad impossessarsene.
Questa è la ratio dell'Università Vita-Salute S. Raffaele.
Ratio, cioè essenza del suo esistere, che ne condiziona tutte le scelte in uomini, in indirizzi disciplinari, in organizzazione.
Mi è d'obbligo richiamare ciò a dieci anni dalla istituzione di questa Università, proclamata nei suoi intenti alla presenza del Presidente, prof. Carlo Scognamiglio, e del Card. Carlo Maria Martini.
Obbligo quale esame sulle promesse allora fatte; obbligo quale esame sullo stato dell'arte dei lavori, sì da ragguagliarne la aspettativa della cittadinanza e del Paese.
Infatti l'idea corrente che circola fuori dal S. Raffaele è quella di Istituto Scientifico di fama internazionale e di grande Ospedale attrezzatissimo in uomini, in strutture diagnostiche e terapeutiche, oltre che di degna accoglienza dell'ammalato nella sua dignità di persona.
Ma non è questo che fa del S. Raffaele se stesso, anzi non ne è l'aspetto più importante, benché sia il suo integrante di successo.
Come ad un corpo, benché necessario a fare dell'uomo un uomo, occorre anche l'intelletto e l'anima, così al S. Raffaele, perché sia Raf El, cioè medicina di Dio, occorre la impregnazione del sapere che cos'è corpo, che cos'è intelletto, che cos'è anima ed in conseguenza che cosa ne è l'origine e la finalità.
È questo che fa del S. Raffaele non tanto una nuova struttura scientifico-universitaria-assistenziale, ma una complessiva integrata Accademia nuova.
Non è né facile, né automatico.
Occorre pian, piano rovesciare metodologie e favorire con multiformi prodotti energetici nuovi germogli.
Debbo soffermarmi su questi argomenti base perché è nel carattere del S. Raffaele anzitutto essere se stesso e quindi fare, fare sempre senza troppo attardarsi su regolamentazioni rispettabili e su costi pure rispettabili.
Punto di partenza dunque è la penetrazione nell'ente uomo per capirne che cos'è: "quid est?"
È la tematica - interrogativo che addensa ed appariglia i valori: corpo, intelletto, spirito, da cui discendono tutte le consequenzialità sul vivere inter-umano.
Da qui, direi, precipitano, con ruoli immediati e tra loro integrati, i due Poli, in permanente espansione, del S. Raffaele:
il Polo Umanistico od Humanites Sciences, comprendente la Filosofia, la Antropologia, la Teologia, la Economia, la Politica ecc.
ed il Polo Scientifico o Scientifics Sciences, comprendente la Ricerca di base con la Biologia molecolare, da cui la Farmaco genomica e Farmaco personalizzata, la Proteomica, ecc. consequenziate con la Ricerca clinico-assistenziale.
Un complessivo di 350 ricercatori sono a tempo pieno nel S. Raffaele.
A loro nei prossimi due anni se ne aggiungeranno altri 500, in buona parte laureati e formati al S. Raffaele.
È chiaro che, se i due Poli tra loro, saranno con immediatezza integrati, ci illumineranno sul "Quid est homo?" e cioè 'che cosa è l'uomo?' ed, ancora in contemporanea logicità crescente, ci condurranno a vedere, anzi a contemplare il "quis est?" cioè 'chi è l'uomo?'
Moltissimi qualificano don Verzè come Prete Manager.
Per la verità vi parla un sacerdote, quotato d'anni, che dell'uomo s'è fatto una idea credibile, prima pensando e credendo, e poi operando per essere coerente al suo pensare ed al suo credere nell'idea di uomo, guadagnatasi dal di dentro.
Eccovela:
La intelligenza umana non può che avere una origine, quella dell'Ens Eterno che ha creato l'uomo.
Agli inizi l'uomo è stato da Dio concepito come somigliante a sé.
"Creavit Deus hominem ad imaginem suam: ad imaginem, Dei creavit illum, masculum et feminam creavit eos" (Gen. 1, 27).
È chiaro che immagine coincide con la intelligenza che consente all'uomo di assurgere a dominatore del creato, potenzialmente di poco inferiore a Dio.
Da questo stato l'uomo, mediante il Cristo, logos incarnato 2.000 anni fa, è entrato nel processo della sua divinizzazione.
Così prima di noi la pensava con moltissimi altri geni, anche Dante quando scrisse di 'indiazione'.
Quando l'uomo entra in questa sfera e vi progredisce in lenta evoluzione, non può non pregiare il corpo, l'intelligenza e il suo spirito, come unicità eternizzante ed irripetibile.
Nessuna obiezione, nessuna ideologia, nessuna ignoranza e nessuna leggenda di Parsifal può cancellare dal nostro viso la immagine di Dio, né può prescinderne senza presumere di potersi cancellare dalla storia e da se stesso.
E non dite che sono un visionario.
Il S. Raffaele, questa accademia dell'umano che sta davanti a tutti quale, ormai, "Città dell'Uomo" è realtà discendente da quell'idea, quasi eone, in graduale ascesa a quella visione.
Lo potete pregustare subito leggendola in KOS, nel suo volto nuovo, come redatto dal nostro Armando Torno, la rivista del S. Raffaele in vostre mani; leggetelo nelle parole scritte da Raffaelliani provati, che, insieme a molti altri, hanno fatto il S. Raffaele e lo stanno facendo, quali i proff. Pozza, Rugarli, Cosmecini, Voltolini, Scala, Cappa, Galli della Loggia, ed ultimo neolaureato in Filosofia, Sergio Imparato.
E' questo, pure, il servizio che, restando fedele a se stesso, il S. Raffaele intende fare alla grande Milano, al Paese Italia, ed anche - senza presunzione - al mondo, visto che il S. Raffaele è ormai presente in quattro continenti.
Introdurre cioè nella dinamica della evoluzione umana la vera energia culturale sul valore uomo, partendo dalla valutazione classica greco-biblica e dal rilancio impressogli dalla civiltà cristiana, patrimonio dal quale tutti noi uomini, credenti o non, viviamo, ci muoviamo e siamo.
Chi è, dunque, l'uomo?
A fronte di questa multiplicità di programma - impegno, è evidente che il S. Raffaele vero, più che nelle strutture, trova il suo essere nelle menti di uomini: uomini eccellenti, formatori di giovani eccellenti in scienze umanistiche e scienze biocliniche, tra loro saldamente e quotidianamente abbracciate.
Gli uomini del S. Raffaele si sono resi ben conto che la risposta alla domanda: "Chi è l'uomo?" può discendere soltanto dalla ricerca e da adeguato contributo di Dio, quale risposta a ragionevole consultazione da parte dell'uomo stesso.
Le scelte fatte fin dalla fase di elaborazione del progetto di una "Università Nuova" trovano oggi riscontri entusiasmanti.
Praticamente non esiste la categoria degli studenti fuori corso.
Il 96% dei laureati, che oggi sono 1.217, ha terminato gli studi regolarmente, contro la media nazionale del 41%.
Ciò è dovuto sicuramente alla grande passione dei docenti (oggi 381, con 2.153 discenti, 7 studenti per docente, contro la media nazionale pari a 24 studenti per docente) nel seguire lo sviluppo formativo degli studenti dall'inizio del percorso fino alla laurea
Ma tale risultato è anche il frutto della rigorosa selezione fatta al momento dell'ingresso.
Il 52% degli studenti che si immatricolano nel nostro Ateneo ha un voto di maturità compreso tra 90 e 100.
Detta rigorosità è peraltro condivisa dagli studenti e apprezzata da tutti coloro che vogliono venire a studiare da noi.
Infatti, a titolo esemplificativo, mi sembra utile segnalare che nell'arco di pochissimi anni (2002 - 2005) le domande di partecipazione alle prove di ammissione per i Corsi di Laurea in Medicina e Biotecnologie è aumentata del 147% e il 51% dei candidati proviene da regioni fuori dalla Lombardia.
Altro aspetto di indubbio valore e interesse, per i giovani che vogliono intraprendere seriamente la carriera nel mondo della ricerca, è il posizionamento della nostra università, in relazione alla categoria di appartenenza, al primo posto a livello nazionale, nell'area delle scienze biologiche e mediche (è un dato del Comitato Nazionale di Indirizzo di Valutazione della Ricerca).
Il mondo S. Raffaele, con il proprio modo di porsi di fronte ai problemi dell'uomo, riesce a comunicarsi velocemente, e più tramite gli esempi che non tramite filosofie astratte.
Le risposte e le adesioni alle iniziative nascono spontaneamente nei giovani studenti.
Lo dimostrano le missioni umanitarie da parte dei nostri studenti, dei corsi infermieristici, medici, igienisti dentali, fisioterapisti, verso i bambini ed adulti abbandonati in Brasile, Uganda, India, Columbia, Romania, ecc.
Il tutto ispirato dalla nostra Università Vita Salute S. Raffaele.
"O Signore, che cos'è l'uomo per curarti di lui, e perché ti dai pensiero per lui?" si chiedeva il saggio biblico 2.500 anni fa.
Carissimi, voi tutti che mi ascoltate:
E' tempo, è questo il tempo, che l'umanità passi dal moderno al post-moderno.
È l'incombere delle troppo minacciose nuvolaglie mondiali che ci incalzano.
Non sarà la contrapposizione di armi micidiali a dissipare queste nuvolaglie, ma, come sempre, è la presenza del bene che riempie il vuoto parassitario del male prodotto dell'ignoranza.
Il bene è la cultura per la conquista della verità in umanesimo e scienza.
Questo nostro Paese Italia ha almeno 2.500 anni in patrimonio di filosofia, di arte, di letteratura, di diritto, di scienze naturali e di scienze religiose incommensurabili.
Occorre sfoderarli e rimetterli in prima linea, sulla linea di combattimento, la linea del fuoco.
È da questa linea che si riparte e si avanza.
È questa la vera super-potenza.
Un sogno?
No, soltanto un risveglio.
Un prodigio? Sono uso a dire che Dio è il mio socio di maggioranza. Ma Dio è socio di maggioranza per tutta la società umana: ebraica, cristiana, islamica, buddista, confuciana che sia.
Io sono certo che il rifiorire ed il successo della cultura, dell'arte, della letteratura, dello stesso sviluppo economico non possano oggi prescindere da uno schieramento culturale che porti avanti contemporaneamente, concordemente ed armoniosamente tutti gli aspetti somatici, psichici e spirituali dell'uomo, e cioè lo studi, lo rilanci in uno, tutto intero ed integro, come egli è, perché l'uomo con la sua intelligenza è prima della razza, della lingua, della religione, dello Stato.
L'individuo viene subito, subito dopo Dio.
Per schieramento intendo un immenso dipartimento interrelazionato di umanisti, antropologi, biologi, neurologi, psicologi, filosofi che lavorino di concerto su un progetto seriamente e scientificamente concordato.
Una centrale di pensiero che riunisca intellettuali veri, scelti a prescindere dalla fede, dai costumi, dalle tradizioni.
Un luogo comune dove tutti siano a loro agio, perché attrezzato di tutto ciò che vale alla conoscenza dell'uomo integrale, del suo valore e del suo realistico futuro, e cioè la acquisizione, una per tutti, di un modello uomo.
E' un progetto logico-razionale che, se riusciamo a radicare, coinvolgendo tutti quelli che lo sentano e lo sappiano gestire, avremo impresso una spinta alla cultura, e quindi alla società, che la aiuterà insperatamente a scongiurare collisioni oggi prevedibilmente apocalittiche.
Questa è la 'mission' del S. Raffaele, ispirata da Gesù Cristo: "Andate, insegnate e guarite!"..
Prodigio?
Ripeto: Nient'affatto perché in noi, grazie al logos incarnato, abbiamo il gene di Dio.
Il logos, infatti, è venuto a "rinnovare l'universo perché tutti potessimo partecipare alla sua pienezza".
Le nuove generazioni hanno corredo, capacità volitiva e talento.
La nuova super-potenza è, dunque, la cultura e la cultura sull'uomo, sul suo essere, sulla sua potenza cognitiva, sulla sua capacità intellettiva, costruttiva, innovativa, perlustrativa, identificativa, ideativa.
Tale super-potenza è nelle nostre mani o, meglio, nei nostri cervelli, purché liberi come Dio che ci ha fatti.
Corredo ne sono le già avanzate scoperte bio-geniche, le nuove energie nanotecnologiche, e, con loro insieme, la maturazione delle correnti ideologiche razionalistiche, illuministiche, ascetico spirituali dal medioevo a Cristo.
Chi, come uno starter, può coordinare e mettere in moto tutta questa irrinunciabile super-potenza culturale, sì da farne la dominatrice dell'epopea umana? Chi lo può se non la Universitas Studiorum?
È giusto chiedere aiuti a chi è preposto a darli ed a chi li ha.
Ma ancor prima occorre ripiegarsi per una autoidentificazione.
La risorsa è sempre l'uomo. Il resto deve venire e verrà da Dio, autore dell'uomo, sua potente calamita.
Ed ora tocchiamo, solo tocchiamo, l'apice di questa Università Vita Salute S. Raffaele.
Il vivere è tensione al meglio, il sempre meglio, fino al divino del vivere.
Ce lo illustrerà a conclusione di questa cerimonia il grande attore Carlo Rivolta con la sua interpretazione del Qohelet.
Perché Vita - Salute?
Perché non c'è vita piena senza salute ed è la salute del corpo, dell'intelletto e dello spirito la vita compiuta.
È facile salire da questo concetto dialettico e pratico al concetto di uomo, uomo perfetto, che trae con sé il concetto della sacralità della vita, perciò della salute.
Sacra è la vita, sacra è la salute, sacro per riflesso, per mentalità e per impegno è chi se ne assume il carico: chi fa medicina con la consapevolezza che la medicina è il crocevia della cultura globale.
Noi, S. Raffaele, dopo molta riflessione dedotta ed indotta dal piano pratico, cioè dalla pelle, dalle lacrime e dal cuore di chi patisce, da chi vuole fino agli estremi la luce della vita in salute, ce ne siamo fatto il seguente assioma:
"Nessuno è sacerdote se non è insieme medico, nessuno è medico se insieme non è sacerdote".
Così fu il Cristo, nel quale medicina e sacerdozio si fusero in un unum. Così nel mondo egli è il più grande medico ed insieme il sommo sacerdote della storia.
Ne ho cercato una immagine oggi vivente che personalizzasse raffinatamente il concetto.
L'ho rinvenuto in CARLO MARIA MARTINI, per 25 anni arcivescovo di questa città.
In lui la "medicina sacerdozio" è leggibile ora anche sul suo corpo malato ed è rileggibile nel discorso augurale da lui tenuto 10 anni fa in occasione della fondazione di questo Ateneo, il discorso che potete rileggere nel KOS in vostre mani.