Novità nella cura della sclerosi multipla



Comunicato stampa


 
Una scoperta dei ricercatori del San Raffaele potrà rendere più efficace la terapia contro la Sclerosi Multipla sin dall’insorgenza dei primi disturbi neurologici

 
Milano, 14 ottobre 2009 – I ricercatori dell’Istituto di Neurologia Sperimentale (INSPE) del San Raffaele di Milano, in collaborazione con diversi altri Istituti di Neurologia nel mondo, hanno scoperto l’efficacia di un farmaco contro la Sclerosi Multipla (SM) prima che la malattia si conclami.

La scoperta, pubblicata sulla prestigiosa rivista The Lancet e coordinata dal Professor Giancarlo Comi del Dipartimento Neurologico, Università Vita-Salute San Raffaele, mostra che il trattamento precoce con glatiramer acetato, farmaco già approvato per la Sclerosi Multipla (SM) recidivante-remittente, può ridurre di quasi la metà il rischio di progressione dai primi sintomi alla malattia clinicamente definita.

Il risultato è rafforzato dall’utilizzo della risonanza magnetica che ha evidenziato una significativa riduzione del numero di nuove lesioni cerebrali nei pazienti a cui era stato somministrato il farmaco per almeno due anni, rispetto ai pazienti che hanno ricevuto placebo.

In circa l’85% dei pazienti affetti da Sclerosi Multipla l’esordio della malattia è caratterizzato dall’insorgenza acuta di disturbi neurologici che abitualmente regrediscono nel giro di alcune settimane: questa condizione è definita sindrome isolata del sistema nervoso centrale.

Non tutti i pazienti con questa sindrome però sviluppano la malattia come “clinicamente definita”,  e tra quelli che lo fanno, la prognosi è altamente variabile. Per esempio, dopo 15-20 anni dall’inizio della comparsa dei primi sintomi, circa la metà dei pazienti ha disabilità rilevanti e più di un terzo poca o nessuna disabilità. Evidenze cliniche e derivanti da controlli con la risonanza magnetica suggeriscono che il trattamento precoce possa prevenire o ritardare l’accumularsi di danni neuronali irreversibili.

Lo studio è stato effettuato in 80 centri di 16 diversi nazioni per un totale di 481 pazienti.

Gli sperimentatori hanno incluso in questo studio solo pazienti che presentavano la sindrome isolata del sistema nervoso centrale ed hanno somministrato in modo casuale 20 mg al giorno (243 pazienti) di glatiramer acetato per via sottocutanea oppure placebo (238 pazienti); questo per 36 mesi o fino alla trasformazione in forma clinicamente definita di SM.

L’obiettivo primario dello studio era la valutazione del tempo intercorso al secondo attacco che comportava la diagnosi di SM.

Lo studio ha evidenziato che il glatiramer acetato, se assunto al primo attacco, riduce il rischio di sviluppo di Sclerosi Multipla clinicamente definita nel 45% dei pazienti rispetto al placebo. Infatti il tempo necessario affinché il 25% dei pazienti sviluppi un secondo attacco viene prolungato del 115%, ovvero da 336 giorni per il gruppo trattato con placebo a 722 giorni per i pazienti trattati con glatiramer acetato.

Il Prof. Comi afferma: “Questo studio evidenzia che il glatiramer acetato è una valida opzione per i pazienti con sindrome clinicamente isolata che scelgano di iniziare precocemente il trattamento per migliorare il controllo dei processi infiammatori relativi alla malattia.”

I risultati di questi studi rinnovano l’importanza chiave del trattamento precoce nella sclerosi multipla per contrastare l’accumulazione di danni nervosi irreversibili.


Paolo Klun

Direttore Comunicazione


Per informazioni:

Ufficio stampa Istituto Scientifico Universitario San Raffaele

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Studio pubblicato su The Lancet, 07 ottobre 2009

 

Effect of glatiramer acetate on conversion to clinically definite multiple sclerosis in patients with clinically isolated syndrome (PreCISe study): a randomized, double-blind, placebo-controlled trial.

G.Comi,1, V Martinelli,1 M Rodegher,1 L. Moiola,1 O. Bajenaru,3 A. Carra,4 I. Elovaara,5 F. Fazekas,,6 H.P. Hartung,7 J. Hillert,8 J. King,9 S. Komoly,10 C. Lubetzki,11 X. Montalban,13 K.M.Myhr,12 M. Ravnborg,14 P. Rieckmann,15 D. Wynn,16 C. Young,17 M Filippi, 2 for the PreCiSe study group*.

 

1)        Institute of Experimental Neurology, Department of Neurology, University Vita-Salute San Raffaele, Milano, Italy

2)        Neuroimaging Research Unit, Institute of Experimental Neurology, Division of Neuroscience, Scientific Institute and University Hospital San Raffaele, Milan, Italy

3)        University of Medicine and Pharmacy “Carlo Davila” Bucharest, department of Neurology, University Hospital of Emergency, Bucharest, Romania

4)        Hospital Británico de Buenos Aires, Buenos Aires, Argentina;

5)        University of Tampere, Medical School, Department of Neurology, Tampere, Finland

6)        Department of Neurology, Medical University Graz, Graz, Austria

7)        Department of Neurology, Henrich-Heine-University, Düsseldorf, Germany

8)        Huddinge university Hospital, department of Neurology, Stockholm, Sweden

9)        Royal Melbourne Hospital, Department of Neurology, Parkville, VIC, Australia

10)     Department of Neurology, University of Pecs, Percs, Hungary

11)     Hospital LaPitié Salpêtriére – Fédération de Neurologie, Paris, France

12)     Department of Neurology, Haukeland University Hospital, Bergen, Norway

13)     Hospital General Universitari Vall d’Hebrón, Barcelona, Spain

14)     Department of Neurology, Copenhagen, Denmark

15)     Division of Neurology, University of British Columbia in Vancouver, BC, Canada

16)     Consultants in Neurology, Neurology Department, Northbrook, IL, USA

17)     Walton Centre for Neurology and Neurosurgery, Liverpool, UK