Scoperti nuovi marcatori genetici di resistenza naturale all'AIDS
25 Gennaio 2012
Nuovi marcatori genetici associati al controllo spontaneo della progressione di malattia in persone con infezione da virus HIV. E’ questa la ricerca coordinata da Guido Poli, professore di Patologia Generale e Immunologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele e responsabile dell’Unità di immunopatogenesi del AIDS presso l’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele, pubblicata sulla prestigiosa rivista Journal of Infectious Diseases.
Lo studio è stato condotto da un consorzio finanziato dal Sesto Programma Quadro della Commissione Europea, “GISHEAL – Genetic and Immunological Studies on HIV+ European and African LTNP”.
La ricerca ha raggruppato 144 persone sieropositive con caratteristiche di non progressione spontanea di malattia. Si tratta di individui definiti “LTNP, Long Term Non Progressors”, una rara condizione osservata solo nell’1-2% di tutte le persone con infezione, nelle quali il sistema immunitario reagisce in modo innato o naturale alla replicazione del virus in assenza di terapia anti-retrovirale. Lo studio ha quindi confrontato il loro profilo genomico con quello di un gruppo di controllo di 605 persone recentemente infettate (“Genome-Wide Association Study, GWAS”).
Lo studio ha rivelato la presenza di 47 varianti genetiche (definite “SNP”, ovvero mutazioni di un singolo nucleotide) significativamente più rappresentate nei LTNP rispetto alla popolazione controllo. La maggioranza di queste mutazioni sono state identificate nella porzione di genoma in cui sono presenti i geni del cosiddetto “Complesso Maggiore d’Istocompatibilità (MHC)”, a sua volta è sottodiviso in “Classi”. Studi precedenti avevano identificato alcuni geni MHC di Classe I coinvolti nel controllo spontaneo della replicazione del virus HIV in assenza di terapia anti-retrovirale. I geni MHC di Classe I sono infatti responsabili della risposta immunitaria specifica all’infezione esercitata dai linfociti T “citotossici” ovvero in grado di riconoscere, grazie anche alle proteine codificate da questi geni, in modo altamente selettivo le cellule infettate dal virus e di eliminarle. Questa ricerca ha inoltre evidenziato per la prima volta l’importanza di un’altra regione dell’MHC, ovvero la Classe III, che codifica molte proteine responsabili della cosiddetta immunità naturale o innata alle infezioni. Queste varianti geniche sembrano essere specificamente associate ai LTNP studiati da GISHEAL.
Afferma il professor Guido Poli, coordinatore della ricerca: “Questo lavoro scientifico servirà come base per ulteriori studi di varianti geniche associate alla resistenza spontanea alla malattia in persone già infettate e potrebbe portare alla scoperta di nuovi aspetti della risposta immunitaria, sia specifica che innata, importanti per la messa a punto di strategie di prevenzione generale dell’infezione quali i vaccini, potenzialmente in grado di avere un impatto fondamentale sulla corrente pandemia da HIV. Purtroppo, il finanziamento europeo al consorzio GISHEAL è terminato e non vi sono ulteriori finanziamenti attivi per proseguire lo studio. Tuttavia, i ricercatori del consorzio sono fiduciosi che l’importante pubblicazione scientifica stimolerà l’interesse di enti pubblici e privati per sostenere sia il consorzio che iniziative simili finalizzate a comprendere quali siano “i segreti” alla base della resistenza naturale alla progressione di malattia in persone infettate che non assumono farmaci anti-retrovirali i quali, è importante sottolinearlo, rimangono un presidio fondamentale per l’assoluta maggioranza delle persone infettate”.