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Gennaio, 2005 - Westin Palace Hotel, Milano
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IMPRESSIONI DAL BRASILE/3 - Missione Barra
Missione Barra  (19-22 luglio 2002)
Ambulatorio di Sao Gonzalo

"Il Brasile è un paese immenso: si possono percorrere centinaia di chilometri con la sensazione di ritrovarsi in mezzo al nulla.
Per raggiungere Barra abbiamo viaggiato una notte intera nel Sertão, su pullman che si muovevano in carovana e infine su una zattera che ci ha permesso di attraversare il Rio São Francisco e di arrivare a destinazione. Siamo stati accolti da Frei Benjamin e Bira, il motorista, che ci hanno accompagnato alla Casa della Fraternità, ove ci aspettava una lauta colazione preparata dalla cuoca Valburga, in previsione della prima missione a São Antonio.
Oltre a noi studenti, il gruppo comprendeva Regina, cardiologa, Elvira, pediatra, Louis e Carlos, specializzandi, Sigi e Rita, infermieri, tutti impiegati presso l’ospedale San Raffaele di Salvador.
Abbiamo visitato tre diverse comunità: São Antonio, Wanderley e São Gonzalo; ogni volta ci spostavamo suddivisi in due jeep cariche di medicinali, ma anche di cibo, acqua e del necessario per passare fuori la notte.
Le strutture che fungevano da ambulatorio, normalmente sono adibite a chiese o a scuole e rappresentano quindi un riferimento per la comunità locale, ma anche per quelle più lontane: ci sono persone che per farsi visitare camminano a piedi per chilometri e chilometri. A Wanderley l’affluenza è stata tale che molte persone hanno dovuto aspettare per ore al sole il proprio turno: alcuni di noi si sono occupati dell’accoglienza; in pratica dietro richiesta di un documento di identificazione personale, ricercavamo la vecchia documentazione clinica o ne producevamo una nuova, quindi misuravamo la pressione e conducevamo il paziente dal medico. Altri invece affiancavano i dottori durante le visite che quel giorno si sono protratte sino alle 23.30: quella sera abbiamo alloggiato alla pousada del paese, ma già alle 5.00 ci hanno svegliato perché dovevamo partire alla volta di São Gonzalo.
Durante il tragitto ampi spazi desertici hanno lasciato il posto a una florida vegetazione: eravamo arrivati nel Brejo, ove grazie alla maggiore abbondanza di acqua la qualità della vita è sensibilmente migliore. Qui è possibile la coltivazione della canna da zucchero da cui si ricava la cachaça, liquore locale, e la rapadura, dolce tipico a base di zucchero.
Dopo un’altra giornata di visite, siamo stati raggiunti dal Frei, che in occasione dell’inaugurazione del nuovo ambulatorio di São Gonzalo ha celebrato la Santa Messa".

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