Posso toccarlo?
Nella maggior parte dei casi i parenti possono toccare il proprio congiunto e stargli vicino.
Va posta attenzione a non toccare o deconnettere alcun cavo o tubicino che collega il paziente agli apparecchi sanitari.
Sta soffrendo?
Uno degli obiettivi del personale sanitario è cercare di rendere meno penosa possibile la degenza in Rianimazione per cui spesso vengono utilizzati farmaci (sedativi, analgesici ed antidepressivi) per ridurre al minimo il dolore. Purtroppo in talune circostanze l’utilizzo di tali farmaci deve essere limitato per la presenza di effetti collaterali (abbassamento della pressione, riduzione della collaborazione del paziente etc.), ma si cerca comunque di raggiungere un equilibrio tra il confort del paziente e le esigenze cliniche.
Come farà senza mangiare?
I nostri pazienti vengono alimentati anche se non mangiano!
I nutrienti vengono somministrati in vena oppure attraverso un sondino che termina nello stomaco.
Perché non riesce a parlare?
Il tubo che collega il paziente al respiratore (tubo tracheale) o la cannula tracheostomica non permettono il passaggio di aria attraverso le corde vocali e quindi il malato non può parlare.
Faccio bene a parlargli?
Soprattutto nei pazienti in coma, una fonte di stimolazione esterna come la voce dei familiari o la musica può essere positiva, o perlomeno non nuoce.
Mi capisce?
Molto dipende dalle condizioni generali del paziente e dalla terapia farmacologica. A volte vengono somministrati farmaci sedativi per migliorare il confort del paziente oppure per meglio adattare il paziente alla macchina che lo aiuta a respirare.
E’ fuori pericolo?
Il paziente in Rianimazione è per definizione un paziente in prognosi riservata, cioè con malattie che possono presentare rischi immediati di vita; non sempre è possibile garantire una sicura buona prognosi, soprattutto nei malati più critici.
L’intervento è andato bene?
Il nostro compito è di garantire le migliori condizioni generali per il paziente, affrontando i problemi che possono verificarsi nelle fasi che precedono o che seguono la procedura chirurgica.
E’ invece più corretto che sia il chirurgo ad informarVi sulle problematiche strettamente inerenti all’intervento.
Per quanto tempo rimarrà in rianimazione?
Spesso non è possibile fare previsioni. In situazioni critiche le condizioni possono cambiare da un momento all’altro, per cui è possibile solo predisporre un piano di cura giornaliero che peraltro potrebbe essere cambiato in accordo alle mutate necessità del paziente.
Suona qualcosa nella stanza: cosa sta accadendo?
Per garantire una maggior sicurezza, gli apparecchi medicali a cui è collegato il paziente sono dotati di allarmi sonori. Alcuni allarmi sono solamente di preavviso e possono non necessitare l’intervento immediato del personale sanitario.
In ogni caso le diverse tonalità dei suoni e il controllo presso l’unità centrale di monitoraggio permettono di valutare immediatamente l’urgenza del problema che si è verificato.






