Consiste nella visualizzazione delle arterie che portano il sangue ossigenato al cuore.
Queste arterie hanno origine dall’aorta e sono spesso sede di restringimenti causati da accumuli di grasso e depositi di calcio che riducono il flusso del sangue. Tali alterazioni provocano dolore al petto o, in caso di chiusura completa, infarto miocardico acuto.
Foto: arteria coronaria sinistra esente da restringimenti
All’Ospedale San Raffaele l'esame viene eseguito in regime di ricovero preceduto da una valutazione con esami del sangue e, se necessario, con una prova sotto sforzo, con ecocardiogramma e con scintigrafia. Il secondo giorno di ricovero il paziente viene sottoposto all'esame coronarografico. Se il paziente non viene sottoposto ad intervento, può essere dimesso il giorno stesso, se invece è sottoposto a intervento di angioplastica percutanea verrà dimesso il giorno successivo.
L'esame non richiede anestesia generale non essendo particolarmente doloroso o fastidioso. Dopo un’anestesia locale mediante lidocaina, viene punta l’arteria femorale all'altezza dell’inguine o l’arteria radiale all’altezza del polso oppure l'arteria omerale all'altezza della piega del gomito. Si introduce un catetere fino all'imbocco delle coronarie e si inietta un liquido di contrasto in modo da riuscire a vedere le coronarie con i raggi x.
Prima dell’esame è importante comunicare l’eventuale presenza di allergie ai mezzi di contrasto o l’eventuale stato di gravidanza che preclude esami radiologici.
La coronarografia è indispensabile per decidere la tipologia del trattamento successivo che può essere:
- angioplastica coronaria: trattamento effettuato secondo le stesse modalità della coronarografia per via percutanea.
- by-pass aorto-coronarico: intervento di tipo chirurgico eseguito in cardiochirurgia;







