Il programma prevede:
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sedute di allenamento, alla cyclette o al tappeto rotante, per migliorare progressivamente la tolleranza allo sforzo. Sono svolte in palestra sotto stretto controllo elettrocardiografico (telemetria) e dei valori pressori. La frequenza cardiaca d'allenamento, definita in seguito ai risultati del test da sforzo, è la meta della fase riabilitativa. Tale valore può essere modificato a seconda delle necessità, utilizzando programmi d’allenamento più impegnativi.
Ogni seduta è caratterizzata da una fase iniziale di riscaldamento (5 minuti ca.), da una fase di lavoro (variabile tra 30 e 45 minuti) e da una fase di rilasciamento muscolare (5 minuti ca.). La durata e l'entità della lavoro sono stabiliti ad ogni seduta, in base alla risposta individuale; -
apporto psicologico e dietetico. Il ricovero per malattia cardiovascolare deve essere uno stimolo per modificare le proprie abitudini alimentari e di vita. Per questo durante la riabilitazione si imparano le regole necessarie a combattere i fattori di rischio cardiovascolare come:
- abolire il fumo;
- ridurre o abolire il consumo di alcol;
- svolgere una dieta ipocalorica/ipolipidica/iposodica (a seconda delle necessità individuali);
- controllare ogni giorno il peso corporeo e la diuresi (per pazienti in classe avanzata);
- effettuare i controlli periodici necessari (pressione arteriosa, esami strumentali, esami ematochimici);
- conoscere le proprie possibilità fisiche e il carico che il cuore può sopportare.
Gli esami effettuati sono:
- ecocardiogramma mono e bidimensionale con studio color Doppler (quattro controlli a distanza);
- ecocardiogramma dinamico secondo Holter delle 24 ore. Le registrazioni del ritmo cardiaco durante le diverse attività quotidiane e il monitoraggio delle variazioni aiutano a impostare il trattamento o a modificare quello in corso. Durante i quattro controlli (all'inizio del programma, dopo 1, 6 e 12 mesi) è importante che il paziente annoti con precisione gli eventuali disturbi accusati;
visite cardiologiche specialistiche; - prelievi ematochimici di controllo (all'inizio e dopo 1, 4, 8 e 12 mesi);
- controllo dei differenti parametri emodinamici e cardiorespiratori durante i 12 mesi;
- test da sforzo, con monitoraggio incruento della saturazione arteriosa (test cardiopolmonare) e spirometria. Viene eseguito all'inizio della riabilitazione e alla fine del 1º, 4º, 8º e 12º mese.
La risposta cardiovascolare, la tolleranza allo sforzo e il valore di frequenza cardiaca concomitante alla soglia anaerobica sono molto importanti per:- programmare l'allenamento (frequenza cardiaca di allenamento);
- modificare eventualmente il trattamento;
- valutare i progressi durante il periodo riabilitativo.
Si fornisce al paziente anche una relazione clinica per il medico di famiglia, che viene così coinvolto nel processo di riabilitazione e può, se ritenuto necessario, gestire aggiustamenti ed eventuali controlli. Tale relazione contiene i risultati di tutti gli esami effettuati prima del programma e i valori di frequenza cardiaca d’allenamento, calcolati in base al risultato del test cardiopolmonare.
Si è supportati anche nel progressivo reinserimento sociale e nel soppesare attentamente il livello di stress che potrebbe derivare dalla ripresa dell'attività lavorativa.
I tempi di follow up sono definiti rispetto alle condizioni del paziente e sono facilmente modificabili con le variazioni dello stato clinico, segnalate dal medico di famiglia o dal paziente stesso.
Viene formulato un giudizio di stabilità del paziente secondo i seguenti criteri:
- esame obiettivo invariato;
- pressione arteriosa invariata e 90 mmHg di valore;
- sodiemia (maggiore di 134 mEq/l);
- assenza di effetti collaterali da farmaci;
- assenza di sintomi da scompenso a riposo;
- tolleranza fisica all'esercizio invariata;
- assenza di angina;
- assenza di aritmie sintomatiche.
ESERCIZIO FISICO E TERAPIA FARMACOLOGICA
L'esercizio fisico è fondamentale per prevenire l’arterosclerotica coronarica e per aiutare il recupero fisico, psicologico e sociale di chi ha sofferto di malattie cardiache.
In pazienti con disfunzione del ventricolo sinistro, l’esercizio aiuta a ridurre i sintomi da sforzo senza intaccare la geometria e la contrattilità del ventricolo stesso. Inoltre, in pazienti scompensati, un esercizio a lungo termine aiuta a stabilizzare il decorso di una disfunzione ventricolare sinistra progressiva.
Gli effetti positivi dell'allenamento fisico sul sistema cardiovascolare e sul cuore sono diversi:
- riduzione del colesterolo totale e dei trigliceridi;
- aumento del colesterolo HDL (colesterolo buono) che sembra essere in grado di prevenire l'arterosclerosi coronaria;
- riduzione della frequenza cardiaca e dei valori di pressione arteriosa sia a riposo che durante esercizio;
- miglior controllo del diabete, per mezzo di un maggior consumo di zuccheri e di una più efficace azione dell'insulina;
- maggior fluidità del sangue;
- migliore funzione contrattile del cuore;
- miglior controllo del fumo e del sovrappeso.
La terapia farmacologica va ottimizzata in relazione alle condizioni cliniche attraverso l’utilizzo corretto di ACE-inibitori, beta-bloccanti (nei pazienti idonei) o diuretici. I dosaggi ottimali possono essere raggiunti con una accurata osservazione di adesione del paziente alla terapia, grazie anche al supporto dei congiunti.
Al paziente viene consegnato un manuale/diario realizzato dall'ANMCO (Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri), che fornisce tutte le informazioni sullo scompenso e sui farmaci, sul quale riportare il peso, la diuresi e i valori degli esami di laboratorio.









