Calcolosi della colecisti (colelitiasi)

CHI SI AMMALA?

È molto frequente tanto da essere riscontrata in circa 1/3 dei casi in età superiore a 65 anni.
Prevale nel sesso femminile in un rapporto di circa 5:1, essendo favorita dalle variazioni dell’equilibrio ormonale durante la gravidanza.


COME SI RICONOSCE?


In circa il 60-70% dei casi è asintomatica e si riscontra in modo occasionale durante un’ecografia dell’addome superiore. La migrazione dei calcoli nel dotto cistico e/o nella via biliare principale (epato-coledoco) può dare origine a una colica biliare con infezione della bile contenuta nella cistifellea (colecistite acuta) e/o ostruzione completa del flusso biliare nel duodeno con comparsa di ittero sclero-cutaneo.

In una minore percentuale di casi, compaiono alcuni sintomi determinati da complicanze gravi, quali pancreatite acuta e perforazione della colecisti all’interno del tubo digerente.


COME SI CURA?

Generalmente si effettua un’intervento chirurgico sia per prevenire le complicanze che per eliminare il potenziale rischio di sviluppo di tumore della cistifellea, più elevato nella calcolosi di lunga data.
L’intervento è la colecistectomia laparoscopica: previa induzione di pneumoperitoneo con impiego di CO2, attraverso quattro piccoli accessi cutanei si introduce una telecamera e tre strumenti che permettono di asportare interamente la cistifellea e il suo contenuto. In casi di difficoltà anatomica o in presenza di precedente chirurgia addominale, si completa l’intervento per via laparotomica.

Se la colelitiasi è complicata dalla calcolosi dell’epato-coledoco, l’operazione  va preceduta dall’asportazione endoscopica dei calcoli della via biliare principale mediante colangio-pancreatografia endoscopica retrograda (ERCP - Endoscopic Retrograde Cholangiopancreatography): si accede alla via biliare principale attraverso la papilla di Vater, posta nella seconda porzione duodenale; si procede allo studio colangiografico dell’albero biliare; si esegue il riconoscimento e l’estrazione dei detriti.
In presenza di calcoli numerosi e/o di grosse dimensioni, al posto di una colangio-pancreatografia endoscopica retrograda (ERCP) si asportano i calcoli chirurgicamente con una incisione dell’epato-coledoco (coledoco-litotomia); in rari casi si effettua invece la resezione della via biliare principale e la costruzione di una derivazione bilio-digestiva.
La calcolosi può interessare anche le via biliari all’interno del fegato (epatolitiasi). Questa patologia è rara nei paesi occidentali ma largamente diffusa in Estremo Oriente.
In tal caso, a scopo conservativo, si procede con una colangio-pancreatografia endoscopica retrograda (ERCP) o una colangiografia percutanea transepatica (PTC). Quest’ultimo è un intervento di radiologia interventistica: si accede dalla cute alle vie biliari intra-epatiche, dilatando i tratti stenotici (bilioplastica) a monte dei quali possono impilarsi i calcoli.
L’epatolitiasi inveterata espone a un maggior rischio di sviluppo del colangiocarcinoma intra-epatico. Per questo motivo, se l’infiammazione cronica delle vie biliari intra-epatiche determina alterazioni morfologiche irreversibili del parenchima del fegato e/o colangiti ricorrenti, è previsto un intervento di chirurgia resettiva epatica.