PERCHÉ CI SI AMMALA?
Per l’accumulo di ferro nell’organismo che insorge per un difetto genetico ereditario.
CHI SI AMMALA?
La malattia vera e propria insorge nelle persone che hanno ereditato il gene difettoso da entrambi i genitori. La malattia è presente nelle nostre aree geografiche nella misura di 1-5 casi ogni mille abitanti.
COME SI RICONOSCE?
La malattia generalmente evolve lentamente e porta alla comparsa di sintomi rilevanti solo in età adulta.
I sintomi sono dovuti all’eccessivo accumulo di ferro che si manifesta in:
- fegato, che si ingrossa e può subire danni di vario grado, fino alla cirrosi;
- pelle, che assume una tonalità bronzina;
- pancreas, con conseguente diabete;
- articolazioni, con comparsa di artrite.
L’accumulo può anche colpire l’ipofisi, provocando la diminuzione dei livelli di ormoni sessuali (ipogonadismo), e il cuore (con sviluppo di cardiomiopatia).
Generalmente la malattia viene diagnosticata prima che si sviluppino i segni clinici, attraverso la misurazione dei livelli di ferro, transferrina e ferritina nel sangue; la diagnosi viene poi confermata con la ricerca dell’alterazione genica (mutazioni per emocromatosi).
COME SI CURA?
Il trattamento è diretto alla riduzione dell’eccesso di ferro nell’organismoattraverso l’esecuzione periodica di salassi di sangue.
Se la malattia viene diagnosticata per tempo e prima che l’accumulo di ferro negli organi colpiti abbia prodotto gravi disfunzioni, il trattamento può rallentare efficacemente l’evoluzione della malattia.







