COS’È?
È un tipo d’epatite piuttosto comune tra i bevitori che fanno abuso di sostanze alcoliche per diversi anni.
L’insieme delle malattie epatiche causate dall’alcol varia molto, estendendosi da forme relativamente “benigne” e scarsamente evolutive, come la steatosi epatica, fino a quadri clinici estremamente gravi d’epatite acuta alcolica.
Anche se potenzialmente reversibile, nei casi più gravi questa malattia presenta purtroppo un tasso di mortalità elevato (60% dei casi più gravi).
COME SI RICONOSCE E CHI SI AMMALA?
Colpisce soprattutto chi abusa di bevande alcoliche. Nella civiltà occidentale l’abuso di alcol è responsabile della gran parte dei casi di cirrosi epatica (fino all’80%); circa il 20% dei forti bevitori sviluppa fibrosi epatica progressiva, che sfocia poi in cirrosi conclamata nell’arco di 10-20 anni.
L’abuso di sostanze alcoliche, assunte a dosi sufficienti e per lunghi periodi, determina oltre a danni epatici anche danni cerebrali, endocrini, vascolari, muscolari, cardiaci, gastrici e pancreatici.
I sintomi dell’epatite acuta alcolica sono:
- sensazione di malessere;
- ittero (colorazione giallastra della pelle e della sclera, la parte bianca dell’occhio);
- nausea;
- anoressia;
- vomito;
- diarrea.
Possono aggravare la situazione anche emorragie gastriche, emorragie da rottura di varici esofagee e infezioni.
Questi sintomi, rapidamente evolutivi, possono insorgere dopo una forte ubriacatura ma anche spontaneamente, manifestandosi come aggravamento di uno stato patologico cronico in cui sono presenti segni di cirrosi (es. ascite o encefalopatia).
Spesso è quindi impossibile stabilire quali sintomi siano imputabili al danno cronico (irreversibile) e quali sia invece dovuti al danno acuto da alcol (reversibile).
La gravità della situazione è determinata dalla combinazione dell’entità dell’ittero e dei disturbi della coagulazione.
COME SI CURA?
Non esiste una terapia specifica: si adottano principalmente misure di supporto, come diete specifiche e riduzione di bevande alcoliche.
Talvolta si somministrano corticosteroidi, pentossifillina e acetilcisteina.
In ogni caso è necessario il ricovero.







