Derivazione biliodigestiva

Una delle funzioni principali del fegato è la produzione di bile. Questa è necessaria per l’assorbimento dei grassi e viene convogliata nel duodeno, la prima parte dell’intestino subito a valle dello stomaco, tramite i dotti biliari.

Quando il dotto biliare è stato asportato, è ostruito o non è percorribile correttamente dalla bile, si deve costruire una derivazione biliodigestiva, ovvero una nuova via che faccia giungere nell’intestino la bile prodotta dal fegato. L’intervento sull’intestino non provoca un aumento del dolore postoperatorio che, grazie alle nuove tecniche di analgesia, può essere ben controllato.
La derivazione si effettua generalmente utilizzando una delle prime anse del digiuno.
La complessità della procedura dipende soprattutto dal calibro e dal numero di dotti biliari da anastomizzare.


PRINCIPALI RISCHI

Alcuni rischi derivano dalla possibilità di sanguinamento e d’infezione per una non completa saldatura dell’anastomosi. Un altro rischio, che si può realizzare a distanza di tempo dall’intervento, è un restringimento dell’anastomosi biliodigestiva che richiede ulteriori interventi non chirurgici (generalmente  dilatazione con tecnica radiologica e percutanea).
Come nella resezione chirurgica, dopo l’intervento viene lasciato un drenaggio per alcuni giorni: il sondino si mantiene più a lungo che nelle resezioni epatiche, essendo più lenta la ripresa della funzione dell’intestino.


OSTRUZIONE BILIARE: CAUSE E CONSEGUENZE

Le cause più frequenti d’ostruzione biliare sono calcoli biliari e rispettive complicanze, tra cui una cicatrice post infezione che restringe il lume del dotto biliare. Spesso questi problemi si risolvono con endoscopia, anche se tale intervento non sempre elimina definitivamente il problema.
In alcuni casi la resezione epatica richiede anche l’asportazione della confluenza dei dotti biliari intraepatici e del primo tratto del dotto extraepatico con la necessità di ricostruire le connessioni tra condotti biliari e intestino.

In caso d’ostruzione che impedisca il deflusso della bile nell’intestino, i sali biliari in essa presenti vengono riversati dalle cellule del fegato nel sangue, determinando l’aumento della bilirubinemia e la comparsa dell’ittero con la caratteristica colorazione dell’occhio e della cute.

Un’altra frequente complicanza delle ostruzioni biliari è la comparsa d’infezione nella bile ristagnante (colangite), con febbre anche elevata che compare spesso con brivido.
Altre volte l’ostruzione biliare è determinata dalla compressione da parte di strutture vicine al dotto biliare, in particolare da parte del pancreas o di linfonodi, o dalla crescita tumorale della parete stessa del dotto.