Tamponamento e legatura di varici esofagee

TAMPONAMENTO

Si esegue in casi d’emorragia acuta da varici esofagee per arrestare immediatamente il sanguinamento, prima d’intervenire con il trattamento di legatura delle varici.

Per tamponare si usa la sonda di Blakemore-Segstaken, un sondino naso-gastrico con tre canali: uno per l’aspirazione del materiale gastrico e gli altri due connessi a due palloni, gastrico e esofageo, gonfiabili a pressioni predefinite.
Si introduce la sonda dal naso fino a raggiungere lo stomaco senza recar dolore al paziente; si gonfia il pallone gastrico per ancorare la sonda al fondo gastrico e tamponare l’emorragia a questo primo livello. Il pallone esofageo, con la sua particolare forma allungata, permette invece di tamponare le varici sanguinanti a livello dell’esofago.
La sonda si lascia in posizione per il tempo necessario a stabilizzare il sanguinamento, prima di procedere alla legatura delle varici in endoscopia.


LEGATURA (SCLEROSI)

È il miglior trattamento per risolvere il sanguinamento acuto da varici dell’esofago o della prima porzione dello stomaco (fondo gastrico).

Una prima procedura consiste nel riconoscere le varici sanguinanti ed eliminarle mediante un’iniezione di sostanze che provocano l’arresto del sanguinamento (scleroterapia). Una seconda possibilità d’intervento consiste nel posizionare lacci che legano alla base la varice, occludendola (legatura).

Una volta arrestato il sanguinamento il paziente è comunque a rischio d’ulteriori episodi di emorragia. Vengono quindi programmate altre sedute di legatura della varici esofagee residue a distanza di circa due settimane.
Per la completa bonifica delle varici esofagee sono generalmente necessarie 2-3 sedute che vengono eseguite in regime di ricovero, in quanto richiedono una sedazione durante la procedura, con successivo digiuno e idratazione endovenosa.
Il paziente viene controllato per i successivi 4-5 giorni con esami di laboratorio per verificare l’insorgenza di eventuali emorragie successive all’intervento.