PRIMA DELL’INTERVENTO
Si eseguono esami di laboratorio per valutare la funzionalità del fegato e capire quindi se la porzione restante potrà garantire un’adeguata funzione biosintetica.
Inoltre, per valutare eventuali patologie cardiovascolari o respiratorie che possono condizionare il decorso intra/post-operatorio, si effettuano:
- elettrocardiogramma;
- radiografia del torace;
- ecocardiogramma;
- prove di funzionalità respiratoria ed emogasanalisi.
DURANTE L’INTERVENTO
La durata dell’intervento può variare da due a sei ore a seconda della complessità, della necessità di ricostruire le connessioni tra condotti biliari e intestino (anastomosi biliodigestive) o della necessità di resezioni vascolari.
Ogni intervento di resezione epatica richiede tre passaggi:
- mobilizzazione del fegato dalle connessioni che lo fissano alle strutture vicine, soprattutto al diaframma;
- riconoscimento e chiusura dei vasi sanguigni e biliari destinati alla porzione di fegato da asportare (controllo vascolare);
- transezione dell’organo per asportarne la porzione definita (parenchimotomia).
DOPO L’INTERVENTO: DECORSO E POSSIBILI COMPLICANZE
Il decorso postoperatorio, in assenza di complicanze, varia da cinque a dieci giorni.
Al termine dell’intervento viene lasciato un drenaggio nell’addome per monitorare il sanguinamento nelle prime ore postoperatorie e per drenare all’esterno il liquido sieroso che si forma in seguito all’intervento. Il drenaggio non determina significativi disturbi al paziente e viene rimosso dopo alcuni giorni.
Viene inoltre posizionato un sondino naso-gastrico per aspirare le secrezioni che, ristagnando nello stomaco nelle prime ore postoperatorie, possono provocare nausea e vomito.
Il sondino viene rimosso dopo circa 24 ore e il paziente può riprendere a mangiare dopo due/tre giorni.
Il dolore postoperatorio è ben monitorato e ridotto grazie alle nuove tecniche di analgesia.
Il fegato è un organo riccamente vascolarizzato e in stretta continuità con importanti strutture vascolari. Per questo una delle più frequenti complicanze è l’emorragia, che talvolta può verificarsi alcune ore dopo l’intervento, obbligando a un’ulteriore operazione.
In pazienti affetti da epatopatia cronica o cirrosi epatica, l’asportazione di una porzione di fegato, anche modesta, può causare un’insufficiente funzione dell’organo, così come in alcuni pazienti che vanno incontro a un'ampia asportazione di tessuto epatico (epatectomia destra o epatectomia destra allargata) pur con una normale funzione epatica precedente all’intervento. L’insufficienza epatica si manifesta con alterazione della coagulazione del sangue e conseguente sanguinamento, produzione di ascite e alterazione degli indici di funzionalità epatica. Questa condizione è comunque spesso transitoria: si risolve con trasfusioni di plasma, somministrazione di fattori della coagulazione, albumina e farmaci diuretici.









