Tumore del polmone

COS’E’?

È la prima causa di morte per tumore nell’uomo e la seconda nella donna. Si forma perché alcune cellule si moltiplicano in modo non controllato e si accumulano formando noduli o masse tumorali. Esistono due tipi differenti di tumore del polmone: il tumore non a piccole cellule (adenocarcinoma, carcinoma squamocellulare e carcinoma a grandi cellule) e il tumore a piccole cellule.


COME SI RICONOSCE?

I pazienti con tumore in stadio iniziale possono non presentare alcun disturbo. In questi casi la scoperta del tumore avviene occasionalmente dopo aver eseguito una radiografia del torace per altri motivi.
I pazienti con tumori in stadio più avanzato possono accusare: tosse, mancanza di respiro (dispnea), dolore toracico e/o emissione di sangue con i colpi di tosse (emoftoe o emottisi).
Se non curato il tumore del polmone può infiltrare le strutture anatomiche adiacenti (parete del torace, cuore e grossi vasi cardiaci, trachea, vertebre) e/o diffondersi a distanza (formazione di metastasi). Le sedi di metastasi più frequenti sono i linfonodi del mediastino (spazio compreso tra i due polmoni), il polmone controlaterale a quello sede della malattia, l’osso, il cervello, il fegato e le ghiandole surrenali.

La visita specialistica permette al medico (chirurgo toracico, pneumologo o oncologo) di inquadrare la malattia e programmare gli esami necessari per una corretta diagnosi e stadiazione (processo necessario per stabilire la diffusione della malattia).
Normalmente si ricorre a: radiografia del torace, TC del torace, broncoscopia con broncolavaggio e biopsia, PET total body, TC addome, TC encefalo, scintigrafia ossea, agoaspirato sotto guida TC, agoaspirato (agobiopsia) transbronchiale.
In casi particolari, per definire con precisione la diffusione della malattia, può essere necessario ricorrere a piccoli interventi chirurgici quali la mediastinoscopia, la mediastinotomia o la videotoracoscopia.
In questo modo è possibile identificare 4 stadi differenti di malattia: lo stadio I comprende tumori di piccole dimensioni e senza metastasi, mentre gli altri stadi comprendono tumori di maggiori dimensioni e/o con metastasi a distanza. La gravità del tumore del polmone aumenta ovviamente passando dal I al IV stadio. 
La scelta del tipo di esame a cui ricorrere e della sequenza delle indagini può variare da caso a caso.

Agoaspirato (agobiopsia) transbronchiale.
E’ una procedura eseguita in corso di broncoscopia che consiste nel prelievo di tessuto linfonodale (linfonodi mediastinici o polmonari) per determinare la presenza o meno di metastasi da tumore del polmone o di altre malattie linfonodali (ad esempio la sarcoidosi). E’ solitamente eseguita in sedazione profonda. Le complicanze sono eccezionali e il paziente un’ora dopo l’esame può riprendere la normali attività. Il vantaggio più evidente è costituito dalla possibilità in questo modo di evitare indagini diagnostiche più invasive quali la mediastinoscopia o la videtoracoscopia.

Mediastinoscopia.
E’ un piccolo intervento chirurgico eseguito in anestesia generale. Attraverso una piccola incisione sulla parte bassa del collo, utilizzando uno strumento specifico denominato mediastinoscopio, si eseguono dei prelievi a livello dei linfonodi mediastinici. Le complicanze sono rarissime. L’intervento è necessario per escludere la presenza di metastasi linfonodali o per diagnosticare altri tipi di malattie linfonodali (ad esempio la sarcoidosi). In molti pazienti tuttavia la mediastinoscopia può essere evitata sottoponendo in prima istanza il paziente ad un agoaspirato transbronchiale in broncoscopia.


CHI SI AMMALA?

Sono stati identificati numerosi fattori responsabili dell’insorgenza del tumore al polmone. Tra questi il più importante è il fumo di sigaretta che costituisce la causa principale di più del 90% dei casi.
Si sviluppa in seguito ad alterazioni neoplastiche che interessano le cellule del polmone o dei bronchi.


COME SI CURA?

Per valutare il tipo di trattamento più idoneo per curare il tumore al polmone è importante valutare in primo luogo la stadiazione della malattia, stabilire cioè quanto il tumore si è diffuso (se il tumore è localizzato al polmone oppure ha già interessato altri organi, ad esempio).

Il trattamento varia inoltre in relazione al tipo di tumore (tipo ‘non a piccole cellule’ o tipo ‘a piccole cellule’) e alle condizioni generali e respiratorie del paziente.
Il trattamento prevede l’impiego della chirurgia, della chemioterapia o della radioterapia come uniche modalità terapeutiche o in associazione tra loro.
Tra gli interventi chirurgici a cui si può ricorrere ci sono la resezione atipica, la segmentectomia, la lobectomia e la pneumonectomia. La scelta di un determinato tipo di intervento viene fatta dal chirurgo.
La chemioterapia si avvale di numerosi farmaci in grado di distruggere le cellule neoplastiche. Il farmaco più importante è il Cis-Platino, solitamente impiegato in associazione con un altro farmaco (Gemcitabina).
La radioterapia prevede l’utilizzo dei raggi per colpire e distruggere il tumore. Esistono oggi sistemi di radioterapia estremamente sofisticati (ad esempio la tomoterapia), in grado di colpire esclusivamente la zona sede della neoplasia senza ledere i tessuti sani circostanti.
La maggior parte dei tumori polmonari ‘non a piccole cellule’ in stadio iniziale vengono trattati con la sola chirurgia mentre quelli in stadio più avanzato possono richiedere trattamenti combinati di chemioterapia e chirurgia o chemioterapia e radioterapia.
Il tumore ‘a piccole cellule’ viene invece solitamente curato con la sola chemioterapia associata in vario modo alla radioterapia, il ricorso alla chirurgia è poco frequente.
I risultati del trattamento del tumore del polmone non a piccole cellule sono buoni nello stadio I di malattia, quando è possibile curare un tumore di piccole dimensioni e senza metastasi a distanza.