COS’È?
È una malattia caratterizzata dalla formazione di calcoli all'interno della colecisti. In alcuni casi i calcoli si possono spostare all'interno della via biliare principale (coledoco). I calcoli di colesterolo sono i più comuni (85% dei calcoli) nel mondo occidentale e sono più frequenti nelle donne. Più rari sono i calcoli pigmentari, costituiti da cristalli di bilirubina e calcio.
COME SI RICONOSCE?
Due terzi circa dei soggetti portatori di calcoli non hanno alcun sintomo e disturbo. Il gonfiore, la cattiva digestione, il peso allo stomaco, le eruttazioni, talvolta presenti in queste persone, non sono di solito correlati ai calcoli e spesso persistono o addirittura si aggravano dopo l'intervento di colecistectomia. La colica biliare è il sintomo più comune: essa si manifesta con dolore ad insorgenza improvvisa, spesso notturna, piuttosto intenso, crampiforme localizzato nella parte alta dell'addome, irradiato verso il fianco destro ed il dorso. L'indicazione al trattamento chirurgico si pone proprio quando compaiono le coliche biliari. Se i calcoli migrano nel coledoco, si possono determinare ittero ostruttivo (colorazione gialla della cute), colangite acuta, pancreatite acuta.
La diagnosi si effettua con l'ecografia o con la tomografia assiale computerizzata (TAC). Nei casi di calcolosi difficile da diagnosticare (ad es. calcoli piccoli nel coledoco) ci si avvale di sofisticate metodiche d'immagine (colangio-risonanza magnetica) o colangiografia retrograda transpapillare (ERCP).
CHI SI AMMALA?
La calcolosi biliare è una patologia molto diffusa nei paesi socio-economicamente sviluppati. In Italia si calcola che circa 3-4 milioni di persone siano portatrici di calcoli o siano già stati sottoposti ad intervento chirurgico di asportazione della colecisti. La presenza di bile soprasatura di colesterolo (bile litogena) fa sì che questa sostanza precipiti creando fango biliare e microcristalli all'interno della colecisti, che nel tempo tendono a calcificare con formazione di calcoli. Ciò avviene più facilmente se la colecisti presenta disturbi della sua attività contrattile. La rapida perdita di peso, a seguito di diete dimagranti troppo spinte, può essere un fattore precipitante.
COME SI CURA?
Il trattamento da preferire è la colecistectomia (l'asportazione della colecisti). Nella grande maggioranza dei casi, l'intervento viene effettuato per via laparoscopica, eseguendo solo tre piccoli tagli sull'addome del paziente, con un tempo di degenza molto breve. Quando i calcoli migrano dalla colecisti al coledoco, ostruendo il passaggio della bile nell'intestino, la loro rimozione viene attuata per via endoscopica mediante l'esecuzione di una papillosfinterotomia in corso di ERCP. Normalmente i due interventi in questo caso vengono effettuati in un’unica seduta operatoria. Sono disponibili inoltre tecniche come la litotripsia extracorporea (EPL) e la radiologia interventistica, che consentono l'asportazione dei calcoli molto voluminosi o situati all'interno del fegato.







