COS’È?
È una neoplasia maligna che interessa prevalentemente la parte distale (antro) e prossimale (fondo) dello stomaco. Nel 95% dei casi si tratta di un adenocarcinoma.
COME SI RICONOSCE?
I sintomi dipendono dallo stadio di evoluzione della malattia. Nei casi iniziali i sintomi, possono essere assenti o vi può essere dispepsia. Nei casi avanzati vi possono essere dolore epigastrico, vomito alimentare, calo ponderale, melena (feci nerastre), positività per il sangue occulto fecale, anemia. Possono essere presenti metastasi (localizzazioni di malattia in sede diversa dallo stomaco, per disseminazione delle cellule tumorali) per lo più a livello del fegato.
La diagnosi si effettua mediante esofago-gastro-duodenoscopia o studio radiologico del tratto digestivo superiore. Le metastasi vengono rilevate con ecografia o tomografia assiale computerizzata (TAC).
CHI SI AMMALA?
È dimostrato che il 10% dei soggetti con gastrite cronica atrofica sviluppa il carcinoma gastrico a distanza di 9-26 anni dalla diagnosi. Poichè la gastrite cronica da Helicobacter pylori può evolvere negli anni in atrofia della mucosa, è stato ipotizzato che l'infezione sia un fattore che predispone allo sviluppo del carcinoma gastrico. In realtà solo una minima percentuale di pazienti con gastrite cronica atrofica ed infezione da Helicobacter pylori sviluppa il tumore. L'Helicobacter pylori, perciò, deve essere considerato solo uno dei fattori di rischio perchè questo tipo di neoplasia è il risultato dell'azione combinata di numerosi fattori diversi, non tutti noti. Attualmente il carcinoma gastrico è una delle cinque più comuni malattie maligne gastrointestinali. Tuttavia vi è una tendenza alla diminuzione in Italia.
COME SI CURA?
- Chirurgia radicale: asportazione parziale o totale dello stomaco, con asportazione dei linfonodi satelliti, in assenza di metastasi.
- Chirurgia palliativa: asportazione della massa tumorale in presenza di metastasi; ciò si attua solo in caso di sanguinamento grave o di ostruzione totale dello stomaco, con impossibilità all'alimentazione, e non modifica il decorso della malattia.
- Palliazione endoscopica: viene attuata in alternativa all'intervento chirurgico, mediante inserzione per via endoscopica di endoprotesi autoespandibili o trattamento laser, in caso di ostruzione del piloro, per consentire l'alimentazione del paziente.
- Chemioterapia: viene attuata mediante cicli di farmaci, sia dopo l'intervento chirurgico, per prevenire la recidiva della neoplasia e la comparsa di metastasi (chemioterapia coadiuvante), sia in preparazione all'intervento (chemioterapia adiuvante).







