COS’È?
È una neoplasia maligna (adenocarcinoma nel 95% dei casi) che interessa soprattutto il retto e il sigma (oltre il 50% dei casi) e il cieco (circa 20% dei casi). Il carcinoma colon-rettale (CCR) viene diagnosticato nel 90% dei casi in soggetti al di sopra di 50 anni ed è la seconda neoplasia per frequenza e mortalità sia nei maschi che nelle femmine in Italia.
COME SI RICONOSCE?
Negli stadi precoci la malattia è asintomatica o può essere presente una sintomatologia da sindrome dell'intestino irritabile. Negli stadi più avanzati la sintomatologia varia a seconda della sede della neoplasia: nella localizzazione rettale si ha proctorragia (perdita di sangue rosso vivo con le feci), falsa diarrea (evacuazione di abbondante muco) e tenesmo (stimolo continuo all'evacuazione); nella localizzazione al colon distale si ha stipsi severa od occlusione intestinale; nella localizzazione al colon prossimale e cieco si ha prevalentemente anemia. Possono essere presenti metastasi (localizzazioni di malattia in sede diversa dal colon, per disseminazione delle cellule tumorali), per lo più a livello del fegato.
La ricerca del sangue occulto nelle feci è un esame molto sensibile, che permette di individuare neoplasie in fase iniziale e asintomatiche; esso dovrebbe quindi essere effettuato dopo i 50 anni con frequenza annuale al fine di effettuare una diagnosi precoce. La colonscopia ed il clisma opaco con doppio contrasto (esame radiologico) sono gli esami che permettono di diagnosticare tipo e sede della neoplasia; anche in caso di carcinoma del retto è necessario esplorare tutto il colon, perché vi possono essere tumori sincroni (più di un tumore, in sede diversa).
CHI SI AMMALA?
Si pensa che la dieta sia il fattore ambientale più importante. Le popolazioni che assumono elevate quantità di grassi e poche fibre vegetali hanno un'elevata incidenza di CCR, mentre nei soggetti vegetariani e nelle popolazioni in via di sviluppo l'incidenza è più bassa. Un altro fattore importante è la predisposizione genetica. È stato infatti accertato che per i soggetti con parenti di 1° grado (genitori, fratelli, figli) affetti da CCR e/o adenomi il rischio di sviluppare questa neoplasia è aumentato. Nella maggior parte dei casi (70-90%) il CCR si sviluppa da lesioni preesistenti, i polipi adenomatosi, i quali, pur essendo lesioni benigne, possono evolvere verso la malignità in un periodo di tempo molto lungo di circa 10-15 anni. Poichè gli adenomi predispongono all'insorgenza di tumore, vengono definiti lesioni precancerose.
COME SI CURA?
- Chirurgia radicale: asportazione dei segmenti di colon interessati dalla neoplasia (emicolectomia) o del retto, con asportazione dei linfonodi satelliti, in assenza di metastasi.
- Chirurgia palliativa: asportazione della massa tumorale in presenza di metastasi; ciò si attua solo in caso di sanguinamento grave o di occlusione intestinale, e non modifica il decorso della malattia.
- Palliazione endoscopica: viene attuata in alternativa all'intervento chirurgico, mediante inserzione per via endoscopica di endoprotesi autoespandibili o trattamento laser, in caso di ostruzione del retto o del sigma, per evitare l'occlusione intestinale.
- Chemioterapia: viene attuata mediante cicli di farmaci, sia dopo l'intervento chirurgico, per prevenire la recidiva della neoplasia e la comparsa di metastasi (chemioterapia coadiuvante), sia in preparazione all'intervento (chemioterapia adiuvante).
- Radioterapia: è molto efficace nel trattamento delle neoplasie del retto.
La ricerca del sangue occulto con frequenza annuale e l'endoscopia (colonscopia sinistra o pancolonscopia) effettuata ogni 5 anni, dopo i 45 anni di età, permettono un'efficace prevenzione del CCR nei soggetti senza fattori di rischio. Infatti, l'identificazione e l'asportazione endoscopica degli adenomi (cioè senza un vero e proprio intervento chirurgico) interrompe la loro progressione verso la malignità ottenendo la riduzione dell'incidenza attesa di carcinoma colon-rettale dell'80-90%. La colonscopia deve inoltre essere effettuata in tutti i soggetti ad elevato rischio, quali soggetti con storia personale o familiare di adenomi o carcinomi del colon-retto.







