COS’È?
È caratterizzata da un’alterata capacità di controllare l'emissione di gas e di feci. Si riconoscono moltissime cause che determinano incontinenza. In generale si ricordano: traumi accidentali, traumi chirurgici per interventi nella zona perineale, traumi ostetrici, irradiazione pelvica, neoplasie anorettali, infiammazioni anorettali, malattie o lesioni del sistema nervoso centrale o periferico, invecchiamento. Occorre ricordare che in alcuni casi di stipsi ostinata, per la presenza di fecaloma a livello rettale, si può improvvisamente avere incontinenza.
CHI SI AMMALA?
Mancano ancora dati attendibili sulla reale prevalenza di tale disturbo, perché è una condizione estremamente umiliante e inabilitante, che determina progressivo isolamento e di cui si è riluttanti a discutere. Dai dati statistici emerge che è una condizione comune soprattutto nei soggetti anziani, con punte fino al 60%, e nelle donne che spesso, a causa dei traumi ostetrici, possono raggiungere il 54% della popolazione. Recenti indagini epidemiologiche hanno stabilito che circa il 2,2% della popolazione generale risulta affetto da incontinenza fecale.
COME SI CURA?
I trattamenti possono essere di tipo medico ricorrendo ad agenti costipanti e farmaci anti-diarroici; notevoli risultati si ottengono quotidianamente con la rieducazione del pavimento pelvico (bio-feedback). Quando si assiste al fallimento di queste misure terapeutiche si può ricorrere al trattamento chirurgico diversificato a seconda dei casi (riparazione dello sfintere, sfinteroplastica, riparazione post-anale, creazione di un neosfintere).







