COS’È?
È un disordine funzionale cronico (che dura da almeno tre mesi) dell'intestino caratterizzato da dolore addominale che si associa a modificazioni dell'alvo.
COME SI RICONOSCE?
Attualmente si riconoscono criteri che permettono di definire questa sindrome a partire dal dolore o fastidio addominale che può essere:
- attenuato dall'evacuazione;
- associato a modificazione della frequenza dell'alvo;
- associato a modificazione della consistenza delle feci;
- associato ad alterata frequenza delle evacuazioni (più di tre volte al giorno o meno di tre volte a settimana);
- associato ad alterata forma delle feci;
- associato ad alterato passaggio delle feci;
- associato ad emissione di muco;
- associato a sensazione di distensione addominale.
Bisogna tenere presente che tali criteri devono essere valutati da un medico e che la diagnosi di tale malattia è ancora oggi di "esclusione": solo dopo l'esecuzione di accertamenti che documentano l'assenza di patologie organiche si può definire la diagnosi.
Non si riconosce una sola causa di questo insieme di sintomi, quindi si ritiene vi siano molteplici fattori che concorrono in diversa misura, come lo stress oppure l’irritabilità ad alcune sostanze (lattosio, acidi grassi particolari, allergeni alimentari, farmaci).
CHI SI AMMALA?
Si tratta di una sindrome molto diffusa, tanto che si stima che nei paesi occidentali fino al 25% della popolazione generale ne sia affetto e che rappresenti circa il 50% delle visite specialistiche.
COME SI CURA?
Forse nessuna malattia come questa risente della motivazione del paziente a guarire e del rapporto di fiducia tra medico e malato. Il trattamento deve essere quindi personalizzato e spesso modificato nel tempo, tenendo presente che la componente psicologica riveste una grande importanza e non può né deve essere trascurata.







