COS’È?
Si definisce così (in assenza di lesioni organiche) una frequenza dell'alvo inferiore a due evacuazioni a settimana (senza lassativi), oppure nel 25% dei casi di almeno due dei seguenti sintomi:
- frequenza inferiore a 3 evacuazioni a settimana (senza lassativi);
- eccessivo sforzo alla defecazione;
- sensazione di incompleta evacuazione;
- feci dure e/o capriniformi.
Se non si riconosce una causa sistemica si può parlare di stipsi idiomatica, che non dipende cioè da altre patologie.
A sua volta la stipsi cronica, a seconda delle caratteristiche cliniche e dei risultati delle indagini diagnostiche, viene distinta in:
- stipsi da rallentato transito (rara): tutto il tratto gastroenterico risulta interessato e determina una mancata progressione del contenuto gastrointestinale, conseguenza è una stipsi grave, spia di alterazioni delle strutture neuro-muscolari intestinali;
- stipsi da ridotta sensibilità rettale: può essere legata alla stasi rettale e all'abuso di lassativi, ma in altri casi è probabilmente una condizione primitiva che determina o aggrava la stipsi;
- stipsi da dissinergia addomino-pelvica (frequente): mancata coordinazione dei gruppi muscolari del pavimento pelvico che presentano un mancato rilasciamento, se non addirittura una contrazione paradossa, del muscolo pubo rettale, piccolo ma fondamentale per la corretta evacuazione e che può determinare un ostacolo all'espulsione del materiale fecale.
CHI SI AMMALA?
È una condizione molto diffusa tanto che si stima che circa il 20% della popolazione generale ne sia affetto, con punte che arrivano fino al 34%, secondo gli studi eseguiti e le popolazioni indagate.
La stipsi è un sintomo (come la febbre) non una malattia. Vi sono moltissime patologie che comportano tale sintomo:
- malattie metaboliche (porfiria);
- malattie endocrine (ipotiroidismo, diabete mellito);
- malattie neurologiche (primitive e post traumatiche);
- malattie psichiche;
- malattie muscolari;
- malattie ano-rettali (proctite, ragadi anali, stenosi, ascessi).
Anche l'assunzione di alcuni tipi di farmaci (analgesici, antiacidi, anestetici, antidepressivi, diuretici) può comportare stipsi.
COME SI CURA?
Risultano fondamentali:
- apporto di una maggior quantità di fibre vegetali;
- abbondante idratazione (almeno 2 litri al giorno);
- aumento dell'attività fisica.
In caso di necessità possono essere usati clisteri medicati.
L'uso o l'abuso dei classici lassativi da banco non sono indicati, in alcuni casi possono essere addirittura controproducenti, peggiorando il sintomo.
In caso di dissinergia addomino-pelvica, negli ultimi tempi la riabilitazione del pavimento pelvico (biofeedback) ha ottenuto ottimi risultati.







