L’esame si effettua in caso di:
- patologie congenite, per l’identificazione del tipo d’anomalia e della sede (ad es. in caso di sospetto d’agenesia, d’ectopia, di reni a "ferro di cavallo");
- patologia renale cistica, per la valutazione della massa funzionale residua (ad es. in caso di rene policistico infantile e suo follow-up);
- pielonefrite, per la ricerca degli esiti cicatriziali con perdita di massa renale funzionante e nella fase di follow-up per seguire l’evoluzione della malattia;
- idronefrosi, per la valutazione della massa renale funzionante residua nei casi di reni risultati funzionalmente esclusi con altre indagini strumentali;
- traumi, per la loro valutazione e l’evoluzione degli esiti post-traumatici.
I traccianti iniettati per via endovenosa si accumulano in modo non casuale nella corticale renale, consentendo di valutare la massa renale funzionante da un punto di vista qualitativo e quantitativo.
Il tracciante utilizzato è il DMSA (acido di-mercapto-succinico), marcato con Tc-99m pertecnetato.
PREPARAZIONE ED EFFETTI COLLATERALI
Si raccomanda d’assumere 2-3 bicchieri d’acqua dopo la somministrazione endovenosa per eliminare velocemente il tracciante.
L’esame dura circa 15 minuti dopo 2-6 ore dall’iniezione endovenosa.
Non sono note controindicazioni né effetti collaterali, ma sono da evitare interferenze con i farmaci ACE-inibitori e mannitolo perché possono ridurre la captazione corticale del radiocomposto.







