L’esame si esegue in caso di:
- colecistite acuta;
- epatopatie itteriche;
- patologia ostruttiva (nella diagnosi differenziale tra ostruzioni intra ed extra-epatiche);
- patologia congenita neonatale (nel sospetto di atresia delle vie biliari in associazione al test d’induzione con fenobarbitale);
- gastriti da reflusso (valutazione del reflusso duodeno-gastrico);
- ricerca di fistole biliari nel sospetto di spandimento peritoneale;
- follow-up post-chirurgico delle anastomosi bilio-digestive, delle resezioni epatiche e dei trapianti epatici.
I traccianti radioattivi, che si comportano analogamente alla bilirubina, vengono captati dagli epatociti e secreti nei canalicoli biliari; successivamente sono eliminati attraverso l'albero biliare e la colecisti raggiungendo l'intestino.
Attraverso l'analisi della distribuzione del tracciante nel tempo è possibile dare una stima della funzione epatocitica, della pervietà delle vie biliari maggiori e della contrattilità colecistica.
Il tracciante adottato è l’acido iminodiacetico (HIDA), marcato con Tc-99m pertecnetato.
PREPARAZIONE ED EFFETTI COLLATERALI
Prima dell’esame il paziente deve essere a digiuno da almeno 8 ore.
La durata dello studio varia da un’ora a due ore circa.
Non si rivelano controindicazione né effetti collaterali, ma sono note interferenze con i seguenti farmaci:
- alcuni analgesici e l’acido nicotinico, che riducono l'estrazione e l’eliminazione del tracciante radioattivo;
- barbiturici, che facilitano il transito nelle vie biliari e nell'intestino.







