La scintigrafia tiroidea si effettua in caso di:
- ipotiroidismo congenito, per la diagnosi di agenesia o ectopia;
- ipotiroidismo e ipertiroidismo, per accertare le cause della malattia nel giovane e nell'adulto;
- noduli, per differenziare noduli caldi da quelli freddi;
- gozzo semplice, multinonulare e tossico, per effettuare la valutazione morfo-funzionale della tiroide aumentata di volume;
- tiroiditi, per valutare l'entità e l'evoluzione del processo infiammatorio;
- follow-up post-chirurgico, per valutare il tessuto tiroideo funzionante residuo.
Il tracciante radioattivo (Tc-99m pertecnetato, Iodio 123, Iodio 131), come precursore degli ormoni tiroidei o come analogo dello iodio nella fase di captazione, viene accumulato nella tiroide fornendo informazioni morfologiche e funzionali della ghiandola.
Il tracciante viene somministrato a seconda dei casi per via orale o endovenosa.
È meglio anticipare la scintigrafia tiroidea con una valutazione ecografica.
PREPARAZIONE ED EFFETTI COLLATERALI
Solitamente il paziente non necessita di alcuna preparazione. Il digiuno è indicato in caso d’assunzione orale di iodio.
Qualora il paziente stia assumendo la terapia tiroidea sostituiva è necessario un adeguato periodo di sospensione della stessa prima di eseguire la scintigrafia.
Lo studio dura da 30 minuti a 24 ore a seconda del tipo di tracciante impiegato.
Non sono noti effetti collaterali.
Ioduri e bromuri iodati, perclorato, soluzioni iodate (Lugol), ormoni tiroidei (Eutirox), amiodarone, dentifrici e colluttori iodati, mezzi di contrasto radiologici possono ridurre o bloccare totalmente la captazione tiroidea anche per molti mesi dopo l'utilizzo.







