Scintigrafia per localizzare focolai di infezione

Si esegue in caso di:

  • ascessi, per ricercare le sedi di focolai settici e le fistole in particolare a livello addominale in pazienti con febbre di natura da determinare;
  • protesi ortopediche, per ricercare la sede dell’infezione in associazione alla scintigrafia ossea trifasica;
  • protesi vascolari, durante la fase post-chirurgica con la comparsa di sintomi anche atipici;
  • Morbo di Chron, per valutare l'estensione e l'attività della malattia;
  • osteomieliti, in particolare nei pazienti diabetici con ulcerazioni;
  • artriti settiche, in pazienti con sintomatologia articolare invalidante e progressiva;
  • fratture, nel sospetto di complicanze infettive in atto.

I traccianti cellulari, quali i leucociti autologhi che si accumulano per azione granulopessica, o i traccianti di tipo recettoriale, quali gli anticorpi anti-granulociti marcati in vitro, si concentrano nel focolaio infettivo e consentono di visualizzare la sede.
I traccianti sono marcati con Tc-99m o In-111 e somministrati per via endovenosa.


PREPARAZIONE ED EFFETTI COLLATERALI

Il paziente deve essere a digiuno da 8 ore.
L’esame dura circa 6 ore.

Non sono noti effetti collaterali ma sono possibili, seppur raramente, manifetazioni allergiche con l'utilizzo degli anticorpi. Le controindicazioni sono un basso livello di globuli bianchi (leucopenia) e grave anemia.
I cortisonici e gli antibiotici possono ridurre la captazione del tracciante usato nel focolaio settico.