PET in cardiologia

In Cardiologia la PET consente la valutazione dello stato funzionale del miocardio danneggiato da ischemia.

La “scintigrafia perfusionale da sforzo e da riposo” è lo strumento diagnostico più utilizzato per identificare il miocardio ischemico. Tuttavia con questo esame non è possibile valutare con certezza le condizioni di vitalità residua della cellula miocardica dopo infarto miocardico. Uno studio PET del metabolismo glucidico miocardico consente invece d’identificare una residua vitalità dei tessuti in corso di coronaropatia e/o dopo infarti.
Studi PET, condotti in pazienti con pregresso infarto, hanno dimostrato che circa il 50% dei segmenti miocardici con difetti di perfusione tali da far sospettare la presenza di necrosi appaiono metabolicamente attivi e, pertanto, sono potenzialmente recuperabili con interventi di rivascolarizzazione.
Oggi lo studio PET del metabolismo glucidico miocardico risulta particolarmente utile anche in pazienti con una grave compromissione della funzione ventricolare sinistra (frazione d'eiezione < 30%) e nei quali il rischio operatorio è alto.

Inoltre, la PET trova applicazione in pazienti in cui si prevede d’effettuare un’aneurismectomia e in pazienti in cui si è incerti tra by-pass aorto-coronarico e trapianto cardiaco.