Ernia discale lombare: trattamento chirurgico

L’intervento viene eseguito con tecnica microchirurgica: attraverso un’incisione della pelle di circa 3 cm, con l’ausilio del microscopio operatorio, si raggiunge il canale vertebrale e si rimuove il materiale discale erniato e il disco da cui questo proviene.
Lo scopo è eliminare il dolore all’arto (non alla schiena) e altri eventuali disturbi.
Se tutto procede regolarmente, i pazienti sono dimessi il giorno successivo all’operazione.
La ferita viene chiusa con sutura intradermica per cui non è necessario rimuovere i punti di sutura; la ripresa delle normali attività avviene in circa venti giorni e non si deve indossare alcun busto ortopedico.

Per questo tipo d’intervento, la possibilità di complicanze significative è minore dell’1% e molto ridotto è il rischio di danneggiare strutture nervose.
Eventuali complicanze possono essere:

  • permanenza parziale del dolore che ha condotto all’intervento (5-10% dei casi);
  • infezione nello spazio chirurgico (discite): accade in meno dell’1% dei casi e si tratta con riposo a letto, mobilizzazione con corsetto, antibiotici;
  • disturbi che possono limitare alcune attività, soprattutto quelle sportive;
  • recidiva d’ernia nella parte operata: intervenendo chirurgicamente da un solo lato, non si riesce a rimuovere più del 70% del disco (oltre alla parte erniata); in questi casi può essere necessario un altro intervento;
  • formazione di tessuto cicatriziale nella parte operata: può causare disturbi analoghi a quelli dell’ernia; si tratta tale disturbo con terapia medica e iniezioni locali di farmaci in grado di sciogliere le aderenze.

L’intervento risolve completamente i disturbi nell’80-85% dei casi, permettendo il ritorno a tutte le attività.