Attività del CAB

Risonanza magnetica
Il CAB è stato ed è coinvolto in numerosi progetti di ricerca volti a migliorare, per mezzo dell'uso di tecniche di risonanza magnetica (RM) strutturale e funzionale, la comprensione dei meccanismi che conducono all'accumulo di disabilità fisica irreversibile e di compromissione cognitiva in diverse patologie neurologiche, comprese la sclerosi multipla (SM) ed altre patologie della sostanza bianca, la malattia di Alzheimer ed altre patologie neurodegenerative, disturbi vascolari ed emicrania. Utilizzando tecniche di RM strutturale (convenzionale, RM in magnetization transfer e diffusion tensor) e metaboliche (risonanza magnetica spettroscopica), siamo in grado di quantificare il danno tessutale delle lesioni macroscopiche, della sostanza bianca apparentemente normale, della sostanza grigia apparentemente normale, del midollo spinale e del nervo ottico. Utilizzando la RM funzionale, siamo in grado di valutare l'entità e la natura della riorganizzazione corticale in seguito a danno tessutale che porta o al recupero funzionale o a disabilità permanente. Sulla base della conoscenza dei principali meccanismi fisiopatologici alla base dell'accumulo di disabilità neurologica, il CAB ha utilizzato ed utilizza tecniche di RM per il monitoraggio dell'efficacia di trattamenti sperimentali nell'ambito di trial clinici internazionali.
Il principale campo di ricerca del CAB è costituito dalla SM e dalle patologie della sostanza bianca del sistema nervoso centrale. I principali obiettivi del CAB in questo ambito sono:
1) sviluppo ed ottimizzazione di tecniche di RM con elevata sensibilità e riproducibilità nell'individuazione dell'attività di malattia e delle variazioni nel tempo del carico lesionale;
2) ottimizzazione di tecniche di processazione delle immagini di RM per la misurazione dell'atrofia dell'encefalo e del midollo;
3) definizione di marker di RM in grado di distinguere i diversi sottotipi clinici della SM;
4) valutazione del livello delle correlazioni tra evoluzione clinica a breve e lungo termine e la frequenza di lesioni attive alla RM o variazioni nel carico lesionale alla RM;
5) definizione delle correlazioni tra parametri immunologici ed attività di malattia alla RM;
6) definizione di linee guida per l'acquisizione ed analisi delle sequenze di RM disponibili;
7) sviluppo ed ottimizzazione di tecniche di RM in grado di individuare la patologia della SM responsabile di deficit neurologici più gravi e persistenti;
8) sviluppo di nuovi schemi di acquisizione delle immagini con lo scopo di aumentare il grado di automazione delle tecniche di segmentazione tissutale;
9) sviluppo di nuove tecniche di segmentazione;
10) definizione di linee guida relative alle caratteristiche dei magneti, sequenze, tecniche di riposizionamento e tecniche di processazione da utilizzare in studi longitudinali multicentrici.                                                                    

Inoltre, il CAB ha partecipato e partecipa a diversi trial clinici per il trattamento della SM. In questo contesto, il CAB ha svolto o svolge il ruolo di centro coordinatore per la RM per i seguenti trial multicentrici internazionali: valutazione dell'efficacia del copolimero 1 somministrato sottocute o per via orale nella SM recidivante remittente; valutazione dell'efficacia dell'interferone beta nel fermare l'evoluzione verso SM clinicamente definita in pazienti all'esordio con sindromi clinicamente isolate suggestive di SM; valutazione dell'efficacia della cladribina nella SM progressiva e recidivante remittente.
Il CAB ha anche contribuito in modo significativo allo sviluppo di tecniche di processazione di dati derivati da tecniche di RM non convenzionali. Tra queste, metodi per una valutazione globale e quantitativa del danno sia del tessuto analizzato nel suo complesso (comprese alterazioni macroscopiche e sostanza bianca e grigia apparentemente normali) sia di aree al di fuori di lesioni macroscopiche. Sono state anche ottimizzate tecniche di segmentazione automatica della sostanza bianca e grigia per consentire uno studio in vivo più dettagliato della gravità della patologia in queste due aree in vari disturbi neurologici.