Le crisi epilettiche
Esistono diversi modi di classificare le crisi epilettiche ma, secondo le indicazioni dell'associazione mondiale che raccoglie tutti i medici e ricercatori che seguono i pazienti con epilessia (International League against Epilepsy o ILAE), devono essere tenute in considerazione sia le caratteristiche cliniche che elettroencefalografiche degli episodi. Vengono divise in due grossi gruppi denominati crisi parziali e crisi generalizzate: in modo molto generico si può dire che in un caso la crisi coinvolge una sola parte del cervello mentre nel secondo tale evento si verifica contemporaneamente su tutto l'encefalo. Se la crisi ha inizio in un punto del cervello, i sintomi che la caratterizzano sono correlati ai compiti abitualmente svolti in quella sede; ad esempio, se la crisi inizia nell'area cerebrale che si occupa di ricevere le informazioni che arrivano dagli occhi, i sintomi iniziali della crisi saranno probabilmente costituiti dalla visione di elementi che non esistono nella realtà o deformati rispetto alla loro struttura reale. Le crisi parziali vengono divise in semplici o complesse in relazione alla presenza di una alterazione della coscienza durante l'episodio; studi di questi ultimi anni hanno dimostrato che è molto difficile stabilire quanto il paziente sia cosciente e che questo ha una importanza relativa nel determinare la sede di origine della crisi (probabilmente questo tipo di suddivisione è inutile e verrà abbandonato in futuro).
La diagnosi di crisi epilettica richiede prima di tutto una attenta raccolta della storia del paziente effettuata anche con la testimonianza di chi ha assistito agli episodi; oltre a questo sono indispensabili una valutazione sia neurofisiologica (EEG) che neuroradiologica. Ulteriori esami sono frequentemente indicati per stabilire le cause delle crisi.
La diagnosi di crisi epilettica richiede prima di tutto una attenta raccolta della storia del paziente effettuata anche con la testimonianza di chi ha assistito agli episodi; oltre a questo sono indispensabili una valutazione sia neurofisiologica (EEG) che neuroradiologica. Ulteriori esami sono frequentemente indicati per stabilire le cause delle crisi.







