La terapia per l'epilessia
La terapia dell'epilessia deve essere divisa in due direzioni fondamentali. Prima di tutto si deve prendere in considerazione la possibilità di intervenire direttamente sulla causa dell'epilessia stessa; una volta che questa è diagnosticata e corretta, nelle situazioni nelle quali è possibile, si deve ricorrere a trattamenti con i cosiddetti farmaci antiepilettici. Questi eliminano o riducono al minimo possibile l'eccitazione patologica delle cellule cerebrali che contraddistingue questa malattia; hanno generalmente un'ottima tollerabilità e scarsa tossicità ma questo deve essere verificato per ogni paziente identificando in ciascun caso la migliore soluzione. Anche se compaiono nuovi episodi è raro che sia necessario un ricovero ospedaliero una volta effettuata la diagnosi del tipo di epilessia e impostata la terapia.
Fanno eccezione tutte quelle situazioni nelle quali le crisi, invece che essere singole, si presentano in modo continuo, senza un completo recupero fra una e l'altra. Questa situazione definita "stato epilettico" richiede un intervento con farmaci antiepilettici spesso diversi da quelli utilizzati per la terapia cronica; questo intervento evita che le crisi ripetute e ravvicinate possano diventare un motivo di ulteriore sofferenza del sistema nervoso.
In una parte di casi, nei quali la terapia medica non è in grado di determinare un completo controllo delle crisi, esiste l'indicazione ad un intervento chirurgico. In pazienti selezionati in modo adeguato può migliorare drammaticamente le condizioni di vita giustificando ampiamente i potenziali rischi connessi con l'intervento chirurgico.