I test di valutazione delle sensibilità e dolore

Il cervello umano è in grado di decodificare e riconoscere una serie di stimoli sensitivi, che giungono sia dall'esterno sia dall'interno del nostro organismo, così da rendere disponibili una serie di informazioni irrinunciabili per l'esecuzione corretta di reazioni riflesse e di comportamenti complessi: stimoli tattici che consentono di esplorare l'ambiente in cui ci muoviamo; sensazione di caldo e freddo utili per la termoregolazione del nostro organismo sia attraverso regolazioni neurovegetative e biochimiche sia attraverso modificazioni comportamentali quali l'abbigliamento; la percezione dolorosa che condizione l'attivazione di risposte di reazione e/o di attenzione rispetto ad un evento potenzialmente dannoso; stimoli propriocettivi, ossia di riconoscimento della posizione spaziale e dello stato funzionale di segmenti del nostro corpo, fondamentali per consentire al sistema motorio di esplicare le sue funzioni in modo corretto e armonico.
Le metodiche neurofisiologiche mettono a disposizione delle indagini capaci di indagare la funzionalità delle vie deputate a convogliare i vari stimoli sensitivi dalla sede in cui vengono generati fino alla corteccia cerebrale (la centralina di riconoscimento): l'elettroneurografia, i potenziali evocati somatosensoriali, i test neurovegetativi. Tutte queste metodiche però non sono in grado di analizzare la parte più periferica delle vie afferenti sensitive, ossia i recettori. Questi sono strutture neurologiche capaci di trasformare stimoli fisici e chimici (pressione, stiramento, temperatura, pH ecc...) in impulsi elettrici, ossia in informazioni trasferibili lungo le vie nervose. Per questo motivo e per la necessità di quantificare le percezioni sensitive è stata ideata una apparecchiatura capace di riprodurre stimoli termici (caldo e freddo) e stimoli tattili (vibrazione) che possono essere impartiti, mediante apposite sonde, in varie sedi corporee: la percezione e il riconoscimento cosciente di tali stimoli da parte del paziente consente di quantificare dei valori soglia per le varie modalità di stimolazione, offrendo dei valori numerici di valutazione per il riconoscimento di situazioni di patologia e la valutazione di eventuali modificazione di questi nel tempo o in relazione ad un trattamento farmacologico.