Il Tilting Test
Il tilting test o test di stimolazione ortostatica passiva è diventato uno degli strumenti più efficaci per la diagnosi della sincope, in particolare modo di quelle di origine vasovagale.
Tale indagine ha frequentemente risolto casi precedentemente diagnosticati come "a causa sconosciuta" mentre talvolta sincopi diagnosticate a dubbia origine epilettica sono invece state classificate come di tipo vasovagale con comprensibili ripercussioni da parte del paziente sia sotto il profilo psicologico sia per l'evidente indicazione terapeutica e prognostica.
Ultimamente il test viene utilizzato anche per la diagnosi di varie forme sintomatiche di ipotensione ortostatica e per alcune forme di disautonomia.
Il test viene eseguito sdraiando il paziente su un lettino basculante controllando i valori pressori e l'ECG in clinostatismo (da sdraiato) e successivamente in ortostatismo passivo con un'inclinazione di 60°.
La pressione arteriosa viene registrata continuamente, battito-battito tramite un manicotto posizionato al dito della mano utilizzando un metodo pletismografico, la frequenza cardiaca viene monitorizzata tramite un elettrocardiografo dotato di monitor e stampante. Se al termine di circa 30 minuti di registrazione il paziente non manifesta l'evento sincopale si somministrano per via sublinguale 0.40 mg di trinitrina secondo protocollo. Tale somministrazione ha lo scopo di evocare in via riflessa una risposta neuromediata paragonabile al meccanismo che interviene nella sincope vasovagale. La risposta positiva al test riproduce la sincope che dipende dalla rapida riduzione dei valori pressori associata, preceduta o non seguita da una significativa riduzione della frequenza cardiaca. Il test non presenta particolari rischi per il paziente, infatti nella letteratura mondiale non sono descritte complicanze gravi. Riportando rapidamente il paziente in posizione clinostatica si ottiene una repentina risoluzione della sincope. Il test è controindicato in pazienti affetti da cardiopatia ischemica, da alterazioni valvolari gravi e da stenosi carotidee significative. Sulla base del risultato del test è possibile impostare una corretta terapia che si avvale sia di presidi farmacologici sia di tipo dietetico e comportamentale.
Le indicazioni all'esecuzione del test comprendono: sincope, lipotimia, ipotensione ortostatica, disautonomie, sindrome da tachicardia posturale ortostatica.
Il test viene eseguito sia in convenzione sia in regime di solvenza.
Tale indagine ha frequentemente risolto casi precedentemente diagnosticati come "a causa sconosciuta" mentre talvolta sincopi diagnosticate a dubbia origine epilettica sono invece state classificate come di tipo vasovagale con comprensibili ripercussioni da parte del paziente sia sotto il profilo psicologico sia per l'evidente indicazione terapeutica e prognostica.
Ultimamente il test viene utilizzato anche per la diagnosi di varie forme sintomatiche di ipotensione ortostatica e per alcune forme di disautonomia.
Il test viene eseguito sdraiando il paziente su un lettino basculante controllando i valori pressori e l'ECG in clinostatismo (da sdraiato) e successivamente in ortostatismo passivo con un'inclinazione di 60°.
La pressione arteriosa viene registrata continuamente, battito-battito tramite un manicotto posizionato al dito della mano utilizzando un metodo pletismografico, la frequenza cardiaca viene monitorizzata tramite un elettrocardiografo dotato di monitor e stampante. Se al termine di circa 30 minuti di registrazione il paziente non manifesta l'evento sincopale si somministrano per via sublinguale 0.40 mg di trinitrina secondo protocollo. Tale somministrazione ha lo scopo di evocare in via riflessa una risposta neuromediata paragonabile al meccanismo che interviene nella sincope vasovagale. La risposta positiva al test riproduce la sincope che dipende dalla rapida riduzione dei valori pressori associata, preceduta o non seguita da una significativa riduzione della frequenza cardiaca. Il test non presenta particolari rischi per il paziente, infatti nella letteratura mondiale non sono descritte complicanze gravi. Riportando rapidamente il paziente in posizione clinostatica si ottiene una repentina risoluzione della sincope. Il test è controindicato in pazienti affetti da cardiopatia ischemica, da alterazioni valvolari gravi e da stenosi carotidee significative. Sulla base del risultato del test è possibile impostare una corretta terapia che si avvale sia di presidi farmacologici sia di tipo dietetico e comportamentale.
Le indicazioni all'esecuzione del test comprendono: sincope, lipotimia, ipotensione ortostatica, disautonomie, sindrome da tachicardia posturale ortostatica.
Il test viene eseguito sia in convenzione sia in regime di solvenza.







